“E’ la realtà che è venuta a trovarci: per tanto tempo il Paese ha speso più di quanto poteva e un bel giorno la realtà ha preso il treno ed è venuta a trovarci”. Potrebbe sembrare una favoletta, un racconto per certi versi utopico, una vignetta. Niente di tutto ciò: è l’interpretazione che il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, dà della crisi che negli ultimi giorni ha messo l’Italia al centro dei dibattiti di mezzo mondo, una metafora precisa del difficile momento che vive l’economia del Belpaese. Tema che il senatur ha affrontato questa mattina in un incontro a Gemonio, in provincia di Varese, con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e quello della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. Top secret i termini del confronto, chiarissimi – invece – gli step che Bossi ha fissato sulla propria tabella di marcia per rimettere in sesto il Paese. “Dobbiamo andare dietro un po’ all’Europa – ha detto Bossi al termine del mini-summit – Dobbiamo fare tutte le riforme che stiamo preparando”. Una mano tesa verso Bruxelles che manda definitivamente in archivio la querelle tra l’Ue e Maroni datata aprile. Allora il ministro dell’Interno, dopo i continui sbarchi di Lampedusa e la scarsa risposta europea, si chiedeva se “davvero avesse un senso continuare a far parte dell’Ue”; oggi Bossi sorride all’Unione e a chi gli chiede se il governo si senta commissariato dalla Bce risponde così: “Certo l’Europa, la Bce, hanno il loro peso. Ci condizionano? Beh, positivamente. L’importante è che la Bce compri i titoli italiani”. Bossi sembra voler ricompattare la maggioranza e annuncia un incontro con Berlusconi nei prossimi giorni: “Abbiamo un appuntamento con un tale che si chiama Berlusconi – ha spiegato – Dobbiamo andare a trovarlo”. (Ram – 8 ago)