Nel prossimo campionato di serie A l’Atalanta partirà con 6 punti di penalizzazione in classifica, mentre il suo capitano Cristiano Doni, 38 anni, dovrà rimanere lontano dai campi di gioco per 3 anni e mezzo. E’ quanto disposto dalla sentenza della Commissione disciplinare della Figc in merito alla vicenda calcioscommesse su cui indaga penalmente la Procura di Cremona. Una batosta che non è piaciuta alla società bergamasca già pronta a ricorrere in appello “per ridurre i punti di penalizzazione” perché, come ha spiegato ai microfoni di Sky Sport24 Luigi Chiappero, legale del club, “l’eventuale responsabilità oggettiva delle società deve essere ridotta ai minimi”. “Per quello che ci riguarda come Atalanta – ha sottolineato Chiappero – contiamo nella validità dei nostri argomenti e speriamo di ridurre la squalifica richiesta oggi”. Mano pesante anche su Beppe Signori e Marco Paoloni, il portiere ex Cremonese e Benevento al centro delle indagini della Procura, per i quali la Commissione ha disposto 5 anni di squalifica e la radiazione dalla Figc. Stessa sorte che è toccata ai calciatori Antonio Bellavista, Carlo Gervasoni e Vincenzo Sommese, all’ex ds del Ravenna Giorgio Buffone, e al gestore dell’agenzia di scommesse di Pescara, Massimo Erodiani. 3 anni di squalifica, invece, per Thomas Manfredini, compagno di squadra di Doni all’Atalanta, e Davide Saverino; 3 anni e 6 mesi per Mauro Bressan; 5 anni per Gianni Fabbri; 4 anni per Nicola Santoni e Giorgio Veltroni; 1 anno per Antonio Ciriello, Daniele Quadrini e Leonardo Rossi. Le disposizioni della Commissione disciplinare cambiano la geografia dei campionati anche nelle serie minori. In serie B, l’Ascoli partirà con 6 punti di penalizzazione e dovrà pagare un’ammenda di 50 mila euro. Tante le penalizzazioni in Prima Divisione: 9 punti al Benevento; 6 punti alla Cremonese; 4 punti al Piacenza; 2 punti alla Reggiana; 1 punto a Esperia Viareggio, Spezia Calcio e Taranto. Escluso dal campionato di Lega Pro Prima Divisione il Ravenna mentre risulterà ininfluente la sentenza per l’Alessandria: il club piemontese, infatti, è stato retrocesso all’ultimo posto nella classifica 2010-11, che però l’aveva già condannata alla Seconda Divisione dopo i play-out persi con la Salernitana. Nella massima serie il Chievo ha patteggiato un’ammenda da 80 mila euro. Ben 55 le pagine in cui la Commissione ha riportato le motivazioni che hanno portato alle dure disposizioni attuate per contrastare “comportamenti di intrinseca gravità, che svuotano di significato l’essenza stessa della competizione sportiva”. Confermato nella persona di Beppe Signori il “ruolo di vertice” nell’associazione.
(Ram – 9 ago)