“La linea dura sta pagando e proseguirà”: ad affermarlo il premier britannico David Cameron, al termine del vertice tenutosi a Downing Street per far fronte allo stato di guerriglia che sta colpendo molte città del Regno Unito. Le parole di Cameron giungono al termine di una notte di ritrovata calma a Londra, dopo gli scontri dei giorni scorsi che avevano prodotto la prima vittima: calma relativa dovuta anche alla presenza di 16 mila poliziotti che hanno presidiato le strade della capitale, a fronte dei 6 mila stanziati in precedenza. Quasi 1.200 gli arresti dall’inizio degli scontri. “Adesso ci sono più poliziotti nelle strade – ha spiegato Cameron -, più persone che vengono arrestate, più persone incriminate e che saranno processate: è la prova che un più robusto approccio alla sicurezza ha portato a una notte più calma nella capitale”. Se Londra ritrova un po’ di quiete, ad infiammarsi sono invece in queste ore le città del nord dell’Inghilterra. Violenti scontri e saccheggi si sono verificati a Manchester, Liverpool, Nottingham e Birmingham, con l’arresto di centinaia di persone. A Birmingham tre ragazzi sono stati investiti da un’automobile: non è ancora chiaro se intenzionalmente, secondo quanto riferito da alcune testimonianze, mentre stavano cercando di opporsi alle devastazioni dei negozi del quartiere, oppure se l’episodio non sia collegabile ai tumulti. La polizia ha arrestato una persona e ha aperto un’inchiesta. Smentita, invece, la notizia della morte di un uomo nel sobborgo londinese di Ealing. “Questa violenza continua non è accettabile – ha detto Cameron -: non permetteremo alla cultura del terrore di persistere nelle nostre strade”. “Fotografia dopo fotografia queste persone saranno arrestate” ha aggiunto inoltre il premier britannico facendo riferimento alle immagini dei protagonisti degli scontri diffuse da Scotland Yard. “Decideremo qualsiasi azione necessaria per riportare ordine nelle nostre strade”, assicura, rivelando di aver autorizzato la polizia a usare i cannoni ad acqua nelle prossime 24 ore per disperdere i violenti. Cameron ammette però che non si tratta di una mera questione di ordine pubblico: “È chiaro – sottolinea – che abbiamo un grande problema con le bande nel nostro Paese, che ci sono delle sacche della nostra società francamente malate: per me – aggiunge – si tratta dello stesso insensato egoismo di cui ho parlato per anni, una completa mancanza di responsabilità da parte della nostra società”. Il premier – rientrato d’urgenza dalle vacanze in Toscana – ha presieduto una riunione del “Cobra”, l’unità di crisi del governo e ha convocato per domani il Parlamento per discutere sui tumulti. (Roc – 10 ago)