E’ durata pochi giorni l’indagine su Ilir Beti, il 35enne imprenditore albanese che sabato scorso, ubriaco e contromano, ha ucciso quattro giovani turisti francesi sulla A26 Voltri-Sempione. Beti, che era indagato per omicidio colposo, lesioni colpose e guida in stato di ebbrezza, è stato arrestato oggi con l’accusa di omicidio volontario e preso in consegna nella sua abitazione dagli agenti della questura di Alessandria. L’arresto dell’imprenditore era invocato a gran voce dai familiari delle vittime che avevano definito “ingiusta” l’Italia. “Mio figlio non c’è più per colpa di uno che aveva bevuto troppo champagne e che quando è uscito dalla caserma, con quattro morti sulla coscienza – aveva detto una della madri delle vittime – è andato a comprarsi un cellulare. Se non merita la prigione lui…”. Nessuno commento dal legale di Beti. “Finora non ho ancora avuto l’ordinanza di custodia cautelare – ha spiegato l’avvocato Giancarlo Triggiani -. E devo capire da quali elementi è stata determinata questa svolta nelle indagini”. Proprio oggi le salme di Julien Raymond (27 anni), Vincent Lorin (27), Audrey Reynard (24) ed Elsa Desliens (22) sono in viaggio verso la Provenza dove nei prossimi giorni si terranno i funerali. E’ ancora ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Novi Ligure, Laurent Boette, il quinto turista francese che era alla guida dell’Opel centrata in pieno dal Suv di Ilir Beti.
(Ram – 17 ago)