Roma, 15 nov – Alla fine è andata proprio come aveva preannunciato, a caldo, l’avvocato difensore della famiglia Sandri. Poche ore dopo la morte di Gabriele, infatti, il legale aveva dichiarato ai giornalisti: “Questo è omicidio volontario”. Parole che erano apparse dettate dalla rabbia ma che poi, man mano che si faceva chiarezza su quanto accaduto nell’autogrill di Badia al Pino, si sono tramutate in realtà. L’accusa nei confronti di Luigi Spaccarotella, l’agente di polizia accusato di aver sparato al tifoso laziale, sembra infatti destinata a diventare proprio di “omicidio volontario”. Francesco Molino, avvocato dell’agente, ha dichiarato che “il magistrato ha cambiato capo d’imputazione. Potrebbe essere al limite dolo eventuale, ma sarà omicidio volontario. A noi hanno preannunciato così”. La modifica del capo d’imputazione è stata confermata anche dal procuratore capo Ennio Di Cicco, che a tal proposito ha affermato “E’ scontato, è questione di tempo”. Di Cicco è poi tornato sulla dinamica dei fatti, affermando che “l’agente ha sparato ad altezza uomo, questo è un dato di fatto. Ma, a meno che non ti abbiano minacciato e puntato con una pistola, non si può sparare ad altezza d’uomo”. L’altro legale di Spaccarotella, Giampiero Renzo, si è comunque detto certo che, almeno in relazione a questa più grave accusa, l’agente sia innocente. La tesi della difesa è che il poliziotto non abbia comunque sparato mirando a Gabriele Sandri. Per sostenere questa versione, tuttavia, i legali di Luigi Spaccarotella dovranno fare i conti con le testimonianze che vanno nella direzione opposta, parlando di un agente che si china in avanti e spara con le “braccia tese”, ovvero nella tipica posizione da poligono di tiro. Nelle ricostruzioni su quanto avvenuto all’autogrill di Arezzo prima dello sparo che ha ucciso Gabriele, intanto, cominciano ad emergere particolari circa la rissa che avrebbe coinvolto tifosi laziali e juventini. In particolare, secondo le prime supposizioni della procura, i coltelli e un ombrello mezzo rotto trovati nell’area di servizio sarebbero appartenuti ai supporter biancocelesti. Questo filone di indagine, tuttavia, “potrebbe essere stralciato, visto che si tratta di episodi collaterali”, ha precisato Di Cicco.
(Asc)