Roma, 24 ago – L’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni racconta, in un’intervista al Corriere della Sera, la reazione del colosso energetico italiano alla svolta della guerra in Libia, spiegando che l’Eni è stata “la prima a prendere contatti con il vertice degli ‘insorti’, cioè con il Cnt, il Comitato nazionale di transizione”. “Il 3 aprile – spiega Scaroni dalle pagine del quotidiano di via Solferino – abbiamo incontrato il gruppo al gran completo a Bengasi e manteniamo contatti costanti, direi quotidiani, con loro. Non abbiamo timori per l’Eni in Libia. Ma la situazione ci preoccupa per il futuro immediato: queste fasi di transizione sono sempre molto delicate e complesse”. “La vicenda – continua – apre, solo per il gas, il tema della sicurezza degli approvvigionamenti per il nostro Paese” anche se per il prossimo inverno “non avremo problemi se dovremo fare a meno del gas che proviene dalla Libia. Purché non si interrompa in alcun modo il flusso dalle altre fonti: Algeria e il ‘fronte’ russo-ucraino”.
(Lam)