Nel weekend previsto ancora tempo incerto sui cieli della manovra finanziaria ma una schiarita decisiva dovrebbe arrivare già lunedì, dopo l’incontro Bossi-Berlusconi. Facile previsione, confermata autorevolmente oggi dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, che dal meeting di Cl a Rimini ha sentenziato: quello tra il premier e il leader del Carroccio “sarà un incontro risolutivo nel corso del quale verrà raggiunto l’accordo che porterà alla versione definitiva della manovra”. Intanto, però, continuano gli incontri e le proposte di modifica (di singoli o “correnti”) all’interno della maggioranza e fuori: oggi il segretario Angelino Alfano ha visto i rappresentanti degli enti locali del Pdl in via dell’Umiltà. Soddisfatti sia Giuseppe Castiglione, presidente dell’Upi, che Osvaldo Napoli, presidente facente funzioni dell’Anci: dal segretario sarebbero arrivate rassicurazioni su un possibile dimezzamento dei tagli agli enti locali (così hanno confermato anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, anch’essi presenti all’incontro). Ma sul punto il ministro Maroni si è spinto anche oltre, auspicando “un azzeramento dei tagli, soprattutto per i Comuni”. Uscendo dall’incontro di via dell’Umiltà, il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha aggiunto un ulteriore tassello al puzzle, affermando che “evidentemente la riduzione degli tagli agli enti locali e il recupero dei piccoli Comuni implica anche un recupero di risorse che noi identifichiamo ad esempio nell’Iva”. Sul tema delle Province, Cicchitto ha ribadito che la maggioranza “ci sta lavorando” ma Castiglione ha sottolineato che nell’incontro con Alfano “è stato ribadito che l’esistenza delle Province non è in discussione”, anche se l’Upi è pronta “ad una riforma organica che porti alla rivisitazione di tutte le Province, nel pieno rispetto della Costituzione”. Una dura critica al governo e alla sua politica economica degli ultimi anni è arrivata invece dal primo cittadino della Capitale, che ha ricordato come i tagli a Comuni, Province e Regioni previsti dalla manovra del 2010, da quella di luglio e da questa in discussione ora al Senato ammontano a “un centinaio di miliardi di euro” e bisogna stare attenti perché “c’è un limite di sostenibilità”: “Forse oggi ai cittadini non è chiaro ciò che significa – ha spiegato Alemanno – ma quando si tratterà di chiudere asili nido, bloccare il trasporto pubblico locale o eliminare servizi sociali essenziali, si comprenderà allora qual è l’impatto di questa manovra”. Insomma, per Alemanno, “bisogna rivedere profondamente la manovra” e a farlo deve essere innanzitutto il Popolo della libertà: “Ritengo che il Pdl debba coprire tutto lo spazio che gli deriva da suoi numeri, che sono tre o quattro volte superiori a quelli della Lega, sta al Pdl individuare i contenuti politici della manovra, non ai ministri né agli alleati minori”, ha concluso il sindaco di Roma. (Pif – 26 ago)