Decine di morti (probabilmente almeno 70) e di feriti, un vero e proprio inferno quello causato da un attentato compiuto stamani davanti alla sede del ministero dell’Istruzione a ad altri edifici governativi a Mogadiscio: l’azione – realizzata da un camion bomba guidato da un attentatore suicida – è stata rivendicata dagli integralisti islamici Shabab. Sono rimasti uccisi molti militari e studenti che erano in fila per poter sostenere un esame, utile per avere la possibilità di studiare in Turchia. “Uno dei nostri mujaheddin – così ha rivendicato l’attentato al telefono un membro dell’organizzazione terroristica Shabab – si è sacrificato per uccidere dei responsabili del governo federale di transizione, dei soldati dell’Unione africana e degli informatori che si trovavano all’interno” dell’edificio governativo. La strage arriva nel medesimo giorno in cui, dopo una durissima battaglia ingaggiata contro un gruppo più moderato, gli Shabab hanno ottenuto il controllo di una parte di Dhusamareb, città che si trova nella zona centrale del Paese. E gli estremisti islamici minacciano altri attentati, come avverte il portavoce Ali Mohamud Rage: “Somali, vi avvertiamo: state lontani dagli edifici del governo e dalle caserme dei loro soldati perché ci saranno altre, più potenti, esplosioni”. Una ferma condanna dell’accaduto è stata espressa, dall’Italia, dal ministero degli Esteri: “Si tratta – precisa una nota della Farnesina – dell’ennesimo, vile atto di violenza che colpisce la popolazione civile, causando ulteriori, numerose vittime innocenti”. Nell’esprimere la solidarietà al Governo federale transitorio somalo e la partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, la Farnesina sottolinea che “questi atti sanguinosi – rivendicati dagli Shabab – non fermeranno il processo di pace avviato in Somalia e confermano ulteriormente l’importanza di continuare l’impegno comune internazionale a sostegno delle Istituzioni federali transitorie nell’attuazione del programma di governo volto alla ricostituzione dello Stato federale somalo”.
(Roc – 4 ott)