Dopo aver passato la notte in un agriturismo nei pressi di Perugia, ha lasciato l’Italia da qualche ora Amanda Knox, assolta ieri in tarda serata dalla Corte d’assise d’appello di Perugia, insieme a Raffaele Sollecito, per non aver commesso il fatto. I due ragazzi in primo grado erano stati condannati a 26 e 25 anni per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. La Knox è ora in volo per tornare a Seattle, la sua città. La ragazza, che ieri, al momento della sentenza è scoppiata in lacrime, si è imbarcata questa mattina su un volo British Airways che dopo lo scalo a Londra è ora diretto nella città dello Stato di Washington. Raffaele Sollecito, che ha lasciato il carcere di Terni nella notte, si trova ora a Giovinazzo, in Puglia, dove è arrivato alle prime ore dell’alba. “La sentenza ci ha restituito la vita”, ha commentato Francesco Sollecito, il padre del ragazzo. A pezzi invece la vita della famiglia Kercher che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa per esprimere le proprie perplessità nei confronti di un verdetto definito “grottesco” dal padre di Meredith, John. Un verdetto che “vanifica il processo originale. Siamo tutti sotto shock. Avremmo capito una riduzione di pena, ma liberarli?”, ha detto ancora l’uomo al quotidiano britannico Daily Mirror. “Non so se hanno mentito – ha detto Arline Kercher, la madre di Meredith, parlando di Amanda e Raffaele durante la conferenza stampa a Perugia -. Ora è compito della polizia condurre le indagini e occorre raccogliere le prove con il sostegno della scientifica che ha aiutato le indagini”. “Ieri è stato un giorno molto difficile, abbiamo accettato il verdetto, i pm hanno detto che faranno appello in Cassazione e noi supporteremo ancora la ricerca della verità”, ha detto il fratello della Kercher, Lyle. “Se ieri hanno rilasciato Amanda e Raffaele – aggiunge il giovane -, oggi noi ci chiediamo chi è che ha collaborato con Rudy Guede a uccidere Meredith?”. (Cle – 4 ott)