Colpa dei black bloc. Della questura. Di tutti i manifestanti. Il giorno dopo il ‘sacco di Roma’, con la capitale messa a ferro e fuoco per quasi sei ore, quasi un centinaio di feriti di cui due in modo serio, un carabiniere colpito da infarti, incendi, scontri e devastazioni in centro, la stampa italiana si spacca. “I black bloc devastano Roma” titola Repubblica, che assegna responsabilità precise al solito manipolo di uomini in nero, specificando che “gli indignati si ribellano ai violenti” e spiegando che in fondo quanto successo è anche “la Caporetto della Questura”. Stessa linea anche per il Corriere della Sera: “Violenza e paura, Roma ferita” è il titolo, ma poi c’è l’allarme: “cortei in mezzo mondo, incidenti soltanto nel nostro Paese”: tra i volti mascherati anche “antagonisti del Sud e ultrà del calcio”. La Stampa parla di “follia estremista: rovinata la protesta degli indignati, che hanno cercato di isolare i violenti e applaudito la Polizia”. Chiarissimo anche il Fatto Quotidiano: “Bande organizzate distruggono il corteo” . Molto diversa la ricostruzione dei quotidiani di riferimento del centrodestra: per Il Giornale “altro che indignati: sono criminali” e spiega: “Questa è la gente coccolata dalla sinistra, per Di Pietro e compagni è la seconda sconfitta in due giorni” dopo la mancata sfiducia in Parlamento al governo Berlusconi. E Libero è della stessa linea: “quante balle sui black bloc, sono solo vecchi criminali”. (16 ott /Sis)