Madrid – La galleria Javier López-Mário Sequeira di Madrid presenta la seconda mostra nella città spagnola di Francesco Clemente. L’esposizione, fino al 3 febbraio, presenta i grandi quadri dell’artista napoletano ma cittadino del mondo (la sua ricerca artistica lo ha infatti portato in India e poi negli Stati Uniti). La mostra di Madrid segue la ricerca artistica di Clemente, prima come uno dei protagonisti della Transavanguardia, poi come “archeologo della coscienza”, nel suo desiderio di unire elementi che per Clemente appartengono alla stessa realtà complessa ed universale: tradizione ed immaginazione, antichità e modernità, spiritualità e sensualità, passato e presente. Passando con leggerezza dagli elementi dalla storia e dalla scultura popolare dell’India, al simbolismo romantico di William Blake, ai riferimenti alle radici puramente classiche di cultura occidentale. Una varietà alimentata dalla sua sperimentazione tecnica che spazia dal pastello all’acquerello, dall’affresco alla tempera su carta o tela, dalla scultura alla stampa. Particolare la sua tecnica che lo vede tracciare pennellate seguendo lo srotolamento di un rotolo di carta di grande formato, dando un senso di continuità e di dinamismo all’opera. I colori vibranti e luminosi sembrano pulsare sulla superficie della carta con una struttura quasi acquosa, che mira a “dare ascolto all’origine della vita”. Tra le sue esperienze all’estero spiccano le mostre a Berlino (1985), all’Accademia reale delle arti a Londra (1991), al Centre Georges Pompidou a Parigi (1995), ai musei Guggenheim di New York (1999) e Bilbao (2000) ed al Museo di arte moderna irlandese a Dublino (2004). Prossimanente approderà anche allo Schirn Kunsthalle di Francoforte e Tarots ed agli Uffizi di Firenze. (9colonne)