Gerusalemme – Valorizzare i saperi tradizionali, la cultura, gli usi e i costumi delle comunità beduine e palestinesi, sostenere l’occupazione femminile e promuovere l’istruzione e l’educazione per i più piccoli anche per i bambini beduini dell’area di Gerico e della comunità di Um al-Nasser nella Striscia di Gaza. Questi gli obiettivi di Vento di Terra e della Cooperazione Italiana allo sviluppo che stanno sostenendo e finanziando tre cooperative a forte presenza femminile e tre scuole. I progetti portati avanti dalla Onlus e dalla Utl di Gerusalemme puntano alla valorizzazione dei saperi tradizionali e alle produzioni ad essi legate (sandali, articoli in pellame, tappeti, filati). Annibale Rossi, presidente di Vento di Terra, spiega che i progetti “sono guidati dall’ambizione antropologico-culturale di ridare alla donna quel ruolo di agente di sviluppo economico che ha sempre avuto nelle comunità beduine” e che così facendo si sostiene l’identità femminile “non solo sul piano ideologico ma fattuale”. Le tre cooperative sono a loro volta legate a servizi socio-educativi e Vento di Terra ha aperto un centro per minori nel campo di Kalandia e offre un servizio mirato di consulenza e assistenza psico-sociale nel campo di Shu’fat: “Centinaia sono i minori palestinesi che hanno trascorso un periodo di detenzione nelle carceri israeliane”, sottolinea Rossi, che ricorda come molti bambini siano terrorizzati “anche dal semplice rombo di un aeroplano”.
Tre scuole nascono da canne di bambù, copertoni di gomma e sacchi di terra, strutture ingegnose, ecosostenibili e realizzate con materiali di recupero. Dallo scorso maggio, inoltre, un’equipe itinerante di educatori, viaggia su una jeep 4×4, proponendo giochi e attività socio-educative nei villaggi più disparati della valle di Gerico. Scuole che pur trovando il sostegno dell’Anp non hanno vita facile. A loro difesa Vento di Terra ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e raccolta firme sostenuta anche da Unrwa e Unicef. (9colonne)