Tokyo – L’incidente nucleare di Fukushima non dovrebbe produrre un impatto rilevante sulla salute umana in zone relativamente distanti dalle centrale come, ad esempio, Tokyo. Questa è la conclusione a cui sono giunti diversi esperti italiani e giapponesi nel corso di un seminario dal titolo ‘Radiation Effects on Human Health’ che si è svolto all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo.
In particolare, è stato asserito che ne’ la contaminazione ambientale, ne’ quella alimentare nei livelli accertati dalle autorità giapponesi possono presentare effetti significativi sulla salute. Tale valutazione è stata fatta anche tenendo conto e facendo il dovuto confronto con le misure protettive adottate dalla autorità giapponesi rispetto allo scenario verificatosi nel caso dell’incidente di Chernobyl. Le stesse conclusioni sono state illustrate nel corso di un dibattito con diverse decine di esponenti della comunità italiana tenutosi al termine del seminario. Al seminario hanno partecipato, tra gli altri, il prof. Shigenobu Nagataki, Presidente Emerito della Società internazionale di Radiopatologia e Professore Emerito dell’Università di Nagasaki, il prof. Aldo Pinchera, Professore Emerito di Endocrinologia dell’Università di Pisa e Coordinatore Regionale Europa Occidentale e Centrale dell’International Council for the Control of Iodine Deficiency Disorders, il prof. Junji Konishi Professore Emerito dell’Università di Kyoto e il dottor Keigo Endo, Vice-Direttore della Japan Radiological Society. (9colonne)