Il popolo delle pale, dei badili, dei picconi e degli stivali alti sporchi di fango. Uomini, donne, ragazzi e ragazze, e tanti, tantissimi volontari arrivati qui da ogni parte dell’alta Italia armati di buona volontà e con un indirizzo in tasca: “Campo Trento”. Arrivano a Brugnato, un paese nel fango, perché qui c’è la base della Protezione civile trentina, quel tendone bianco con le cucine dei Nu.Vol.A. attorniato dalle tende dei vigili del fuoco e dalla sala operativa mobile del Corpo permanente dei pompieri, il “cuore” operativo di questa nuova missione della solidarietà trentina. La Liguria dopo l’Abruzzo, un’altra emergenza: questa volta non è il terremoto ma l’alluvione, fiumi di fango e pietre che poco a poco vengono rimossi da strade, piazze, giardini, officine. Oggi è giorno festivo ma si lavora, tutti lavorano. Il popolo delle pale non si ferma, perché vuole tornare alla normalità prima possibile. “E’ gente di montagna come noi” dice Lorenzo Dellai, sceso in Liguria per coordinare gli interventi della Protezione civile e per parlare con i sindaci dei tre paesi sul cui territorio, da sabato mattina, stanno operando le strutture della Protezione civile trentina. “Siamo in ginocchio” affermano affranti Fabio Vincenzi, Claudio Galante e Riccardo Barotti, primi cittadini di Borghetto di Vara, Brugnato e Rocchetta Vara. Sono ancora i giorni dell’emergenza questi. Oggi le ruspe hanno lavato incessantemente, ma è la previsione delle nuove piogge in arrivo a non fare stare tranquilli i sindaci e gli abitanti di questi tre paesi. Nuove piogge, se violente come quelle che la scorsa settimana hanno portato devastazione e purtroppo anche vittime, potrebbero aggiungere danno al danno. Lo sanno bene i geologi trentini che sono a fianco del Servizio Bacini montani, del Servizio Prevenzione rischi, dei forestali del Corpo provinciale, del Centro della Protezione civile trentina di Lavis e dei Nu.Vol.A. Gli interventi della Protezione civile trentina sono di tre tipi: pulizia e ripristino delle reti dei centri abitati, costruzione della strada che collega gli abitati di Brugnato e Rocchetta e sistemazione dei corsi d’acqua, oltre al coordinamento tecnico delle Protezioni civili delle Regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia Romagna e Veneto. Particolarmente importante è il ripristino dei collegamenti viari con il paese di Rocchetta (800 abitanti), in una valle laterale dell’alta Valle di Vara, che prende il nome dal torrente omonimo. Il corso d’acqua, ingrossatosi a dismisura a seguito delle eccezionali piogge della scora settimana, si è infatti portato via un ponte, nella parte a monte di Brugnato. Le ruspe di ditte private e dell’esercito che operano con le indicazioni tecniche della Protezione civile trentina hanno praticamente ultimato il guado sul letto del torrente, una striscia di terra che poggia su tre grossi tubi in ferro attraverso quali può defluire l’acqua. (1 nov – red)