“L’incapacità della politica” è la causa principale della crisi dei media italiani all’estero. È questo in estrema sintesi il pensiero del responsabile del Pd estero Eugenio Marino intervenuto ieri alla trasmissione “Italiani nel mondo chiamano Roma” su YouDem, condotta da Francesco Cuozzo. Tema della puntata “Rai International, si chiude?”. “Il problema dell’Italia – ha detto Marino – non sono i costi e il debito pubblico ma la mancanza di sviluppo e di crescita, di riforme che porta alla mancanza di politica e di capacità decisionale. I soldi mancano e ci sono stati tagli, ma non hanno risolto il problema perché il problema non è che prima si spendeva troppo, ma che si continuano a distribuire a pioggia delle risorse che non portano un miglioramento e un ritorno economico”. “Se ci sono pochi soldi – ha proseguito Marino -, facciamo le riforme per capire come distribuire i soldi per l’editoria italiana all’estero. Mentre prima aveva un senso dare un contributo a chiunque, anche a chi aveva un giornaletto di quattro pagine fatto dai volontari per mantenere una comunicazione tra l’Italia e i cittadini all’estero, oggi abbiamo tantissimi metodi di comunicazione, non ci sono più solo gli emigrati con la valigia di cartone ma ognuno ha la possibilità di informarsi sull’Italia nei modi più diversi”. La soluzione, secondo Marino, soprattutto ora che i fondi alla stampa all’estero e a Rai International sono diminuiti, è quella di sovvenzionare solo “quei giornali che hanno una maggiore qualità”. Un’altra priorità per il responsabile Italiani nel mondo del Pd è individuare il target e gli strumenti dei media italiani all’estero e in particolare di Rai International: “Il target non deve essere solo la comunità degli italiani nel mondo” ma anche tutti coloro che sono “interessati all’Italia che siano italiani o stranieri” e che vogliano conoscere “l’Italia e il meglio di quello che l’Italia produce per il mondo: dalla cultura alla gastronomia”. E Rai International, secondo Marino, deve essere “l’immagine di questa Italia nel mondo” a partire dal locale ovvero dalle regioni che investono ogni anno risorse per la loro “proiezione nel mondo e per l’esportazione di prodotti tipici” e che potrebbero quindi far conoscere le loro tipicità e la loro cultura attraverso Rai International. “Perché non fare di Rai International una cabina di regia della conferenza Stato Regioni?”. In questo modo, secondo il responsabile del dipartimento estero del Pd, dalle regioni può arrivare a Rai International una serie di risorse che le regioni utilizzano in maniera diversa e meno proficua” e così, anche “se si abbassasse il finanziamento della Presidenza del Consiglio, arriverebbero comunque risorse dall’esterno. I modi per far arrivare la pubblicità ci sono”. Da rivedere, per Marino, anche “gli strumenti di diffusione: al giorno d’oggi non possiamo più solo pensare al satellite”. (25 nov – Cle)