Via libera anche al Senato al disegno di legge costituzionale che introduce il principio del pareggio di bilancio in Costituzione. Dopo essere stato approvato alla Camera lo scorso 30 novembre con 464 sì e undici astenuti, il testo che modifica in modo sostanziale l’articolo 81 della Carta (e conseguentemente alcune parti degli articoli 96, 117 e 119) ha ricevuto l’ok dell’assemblea di Palazzo Madama con 255 voti favorevoli, nessun voto contrario e 14 astenuti. Si completa così la prima lettura delle due previste per la modifica della Costituzione da parte di entrambi i rami del Parlamento ed ora le due Camere potranno procedere di nuovo all’esame del provvedimento soltanto tra tre mesi. La modifica nasce dall’esigenza di un equilibrio dei bilanci dell’amministrazione pubblica, per garantire la sostenibilità del debito pubblico e allo stesso tempo conformarsi a decisioni prese in ambito europeo che vanno nella direzione di una sempre maggiore coesione sul versante fiscale. Se il voto sul testo già licenziato dalla Camera è stato compatto, non sono mancate però voci critiche sia nel passaggio nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato sia oggi in aula da parte di esponenti dell’ampia maggioranza che sostiene il governo Monti. Tra questi lo stesso presidente della prima commissione Carlo Vizzini, che ha parlato di “alcuni profili critici” e il presidente della commissione Finanze Mario Baldassarri, oltre al senatore Nicola Rossi che ha espresso tutti i suoi dubbi per la discrepanza tra il titolo del provvedimento e il suo contenuto, che in realtà prevede solo un equilibrio tra entrate e spese ed è “infinitamente più vago di quello che hanno fatto i tedeschi”. (Pif – 15 dic)