“Un anno fa eravamo preoccupati. Lo eravamo sia per quello che erano stati i tagli alle nostre risorse, sia per quelle che sapevamo che sarebbero state le novità in ambito assistenziale: non poter più contare sulle ‘polizze-Rescarven’. Allora promisi tutto il nostro impegno. Assicurai che comunque avremmo continuato a mantenere i livelli di assistenza sociale e che questi sarebbero stati all’altezza di quelli degli anni scorsi. Oggi, a distanza di un anno, posso esprimere soddisfazione piena per il lavoro fatto. Francamente va più in là di quelle che erano le nostre aspettative”. È il commento del console generale d’Italia a Caracas, Giovanni Davoli, che in una lunga intervista al direttore de La Voce d’Italia, Mauro Bafile, tira le somme di un anno difficile ma soddisfacente per il consolato che “nonostante il taglio del 20% alle risorse, ha realizzato ‘opere di assistenza senza precedenti, almeno per quel che è stato possibile ricostruire nel corso degli ultimi anni'”. “I numeri che ci mostra il console Davoli – scrive Bafile – parlano chiaro: gli assistiti nel 2011 fino a novembre sono stati 1500 circa”. “I dati in possesso del consolato – prosegue Davoli – mostrano che nel corso dell’anno, fino a novembre, abbiamo curato ben oltre 800 connazionali, in tutto il Venezuela”, alcuni di questi “afflitti da malattie drammatiche, mortali. Abbiamo salvato vite” e “più di 800 connazionali” “hanno usufruito di medicine gratuite”. Per quanto riguarda la rete diplomatico-consolare, Davoli dichiara di aver “dedicato molto tempo, in questi due anni a cercare di migliorarla” rilanciando “strutture fondamentali come quelle di Barquisimeto, di Valencia, Puerto Ordaz, Puerto La Cruz, Puerto Cabello e Porlamar. Queste strutture, assieme, rappresentano una realtà di 30 mila connazionali registrati”. E sui passaporti, il console Davoli spiega che grazie al programma battezzato col nome di “funzionario itinerante” o “operazione passaporto” sono state raccolte, nelle città della provincia, quasi 2 mila impronte digitali e consegnati 2 mila passaporti. E questo perché, dovuto alle nuove normative ed ai sistema elettronici, non è più possibile fare passaporti presso gli uffici consolari nella provincia. Un successo in assoluto, riconosciuto anche dal Mae. Il connazionale che dovesse avere urgente bisogno del documento, comunque, non deve perché attendere la visita del “funzionario-itinerante”. Può recarsi a Caracas, con la “sicurezza che il documento gli sarà consegnato in giornata, se non dovessero esserci inconvenienti”. Tra i temi più delicati affrontati dal console durante l’intervista quello dei detenuti e dei sequestri in Venezuela. Attualmente sono circa 80 gli italiani nelle carceri venezuelane, per loro il consolato ha firmato una convenzione con l’ong Icaro per l’assistenza. (Cle – 19 dic)