“La reazione dei sindacati non la capisco e mi preoccupa anche molto, non sul piano personale, ma per le sue implicazioni per il Paese”: così il ministro del Welfare Elsa Fornero, commentando la dura risposta dei sindacati sulla riforma dell’articolo 18 e del lavoro preannunciata dal ministro. Per quanto riguarda la concertazione da avviare con i sindacati, la Fornero invece afferma: “Possiamo vederci a gennaio, ma anche prima; per quanto mi riguarda io non ho preclusioni” spiega il ministro, aggiungendo però come sia necessario che siano gli “altri” a non averne. Il ministro non nasconde la sua amarezza: “Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi” rileva la Fornero, denunciando la “personalizzazione dell’attacco che non fa merito a chi lo ha condotto”. Attraverso un’intervista al Corriere della Sera, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso aveva posto l’altolà alla riforma dell’articolo 18, affermando poi ai microfoni di Sky: “Si tratta di una norma di civiltà che impedisce le discriminazioni ed esercita una forma di deterrenza per tutti. Un paese democratico e civile non può rinunciarvi”. Riferendosi ai membri del governo, la leader sindacale ha poi aggiunto: “Bisognerebbe scendere dalla cattedre e misurarsi con i problemi del Paese reale, fatto di tanti senza lavoro, di cassa integrazione e di giovani precari che non hanno continuità di reddito”. (Roc – 19 dic)