Mancano pochi giorni ai saldi invernali e i commercianti sperano, dopo un Natale decisamente negativo dal punto di vista delle vendite, in una “boccata d’aria”. Le regioni che daranno il via ufficialmente agli sconti di stagione saranno la Basilicata e la Sicilia il prossimo 2 gennaio. Nelle grandi città invece bisognerà aspettare fino al 5 gennaio, poi sarà la volta del Molise, della Provincia autonoma di Bolzano (il 7 gennaio) e della Valle d’Aosta (il 10 gennaio, come da tradizione). Ottimistiche le stime di Confcommercio: secondo l’Ufficio Studi dell’organizzazione dei commercianti la spesa media per ogni famiglia per i capi di abbigliamento e gli accessori sarà di 403 euro per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro pari al 18% del fatturato annuo del settore. Molto più scettiche le associazioni dei consumatori, secondo cui questi saldi sono arrivati troppo tardi e saranno per questo un “flop” per il commercio. La stima della spesa media a famiglia, secondo l’osservatorio di Federconsumatori sarà molto più bassa rispetto a quella ipotizzata da Confcommercio: sebbene il numero delle famiglie intenzionate a comprare a saldo rimane pressoché invariato rispetto allo scorso anno (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni di famiglie), la spesa sarà decisamente più bassa, sfiorando appena i 2,4 miliardi di euro, circa 223 euro a famiglia, il 19% in meno rispetto allo scorso anno quando, sempre in occasione dei saldi invernali, la spesa era stata di circa 277 euro a famiglia. Sulla stessa linea l’Adoc che parla di “flop”, prevedendo “un calo delle vendite del 30% rispetto allo scorso anno e una spesa in ribasso del 21%”.
(Cle – 27 dic)