Il governo siriano di Bahar Assad ha liberato oggi 755 detenuti. Si tratta di persone imprigionate in seguito agli arresti compiuti dalle forze dell’ordine in questi dieci mesi che non si siano macchiate di atti di sangue. Secondo le stime degli attivisti anti-regime, sono circa attualmente 16.400 le persone arrestate durante la repressione, mentre quelle liberate ammontano a 2.645. Tutto questo mentre nel loro secondo giorno in Siria, gli osservatori della Lega Araba continuano a compiere la loro visita esplorativa. Oggi è la volta della terza città siriana Homs, epicentro di durissime proteste e repressioni e domani si recheranno a al-Qasira, Talbisa Rastan. Il capo del team di osservatori della Lega Araba, il generale sudanese Mohammed Ahmed Mustafa al-Dabi, ha dichiarato di essere “ottimista” perché “faremo passi in avanti” dal momento che “finora le autorità siriane si sono mostrate collaborative”. Se al-Dabi rileva che “in alcune aree le condizioni non sono state buone”, al contempo non è stato rilevato “nulla di terrificante”. Un sostanziale stato di acquietamento che l’organizzazione di difesa dei diritti dell’uomo Human Rights Watch ritiene essere tale in queste ore perché il regime siriano avrebbe trasferito tra i 400 e i 600 detenuti ad Homs verso alte località, interdette agli osservatori della Lega Araba. La situazione di tensione viene confermata anche dall’episodio del mancato incontro tra le famiglie dei cittadini siriani morti nella repressione nel quartiere di Baba Amr, a Homs, e gli osservatori della Lega, non avvenuto a causa della presenza, non accettata dai cittadini, di un ufficiale siriano di scorta alla missione internazionale.
(Kat – 28 dic)