Dal 14.mo rapporto Demos-Repubblica “Gli italiani e lo Stato” (pubblicato dal quotidiano e sul sito Demos.it), emerge un Paese in declino ma determinato a rialzarsi. Affidandosi più al pubblico che al privato. Crolla la fiducia nei politici e per la prima volta anche nell’Europa. Si salvano solo Napolitano e le forze armate. A commentare il rapporto annuale sugli atteggiamenti degli italiani nei confronti delle istituzioni e della politica, realizzato su incarico del Gruppo L’Espresso, è Ilvo Diamanti, direttore insieme a Fabio Bordignon, Luigi Ceccarini, Ludovico Gardani e Natascia Porcellato della ricerca che è stata condotta nei giorni 16-21 dicembre. Si evidenzia che “la fiducia nelle istituzioni e nelle organizzazioni sociali, infatti, scende in modo generalizzato, nell’ultimo anno, con poche eccezioni (fra cui la ‘scuola’, che però perde credito rispetto a dieci anni fa). In particolare, colpisce il livello – davvero basso – raggiunto dai principali attori su cui si fonda la democrazia rappresentativa. Per primi, i partiti, a cui crede meno del 4% dei cittadini. Mentre la fiducia nel Parlamento viene espressa da circa il 9% degli intervistati. Oltre quattro punti meno di un anno fa. Si tratta di una tendenza simile a quella che coinvolge – e travolge – gli organismi del sistema economico e finanziario. Per prime le banche, verso cui manifesta ‘stima’ il 15% dei cittadini; 7 punti meno di un anno fa. Ma la metà rispetto al 2001. Non molto più alta – intorno al 20% – risulta la considerazione verso le istituzioni economiche europee e internazionali: la Bce e il Fmi. Appare basso anche il grado di consenso verso le rappresentanze delle categorie socioeconomiche: associazioni imprenditoriali (24%) e sindacato”. (Red – 9 gen)