Kourou – L’Università di Bologna parte alla conquista dello spazio: è previsto infatti per il 13 febbraio il lancio di ALMASat-1, il satellite prodotto dal laboratorio di Microsatelliti e Microsistemi Spaziali (Forlì) della seconda facoltà di ingegneria dell’Alma Mater. ALMASat-1 partirà dalla Guyana Francese con il nuovo lanciatore dell’Agenzia spaziale europea, VEGA. Il satellite targato Alma Mater, che finirà in orbita sopra le nostre teste, è un cubo di 30 centimetri per lato e 13,5 chili di peso ed è stato progettato e costruito da studenti e ricercatori dell’Alma Mater guidati da Paolo Tortora, direttore del laboratorio di Microsatelliti dell’Università di Bologna. “Il progetto – spiega Tortora – è partito nel 2004, un anno dopo la nascita del laboratorio”. A mettere le mani su ALMASat-1, assieme allo staff del laboratorio, sono stati gli studenti: una quarantina nel corso dei sei anni di progettazione e costruzione. “Quello didattico – continua Tortora – è l’aspetto prevalente del lavoro. Assieme al personale strutturato sono stati 35-40 gli studenti che, nel corso del loro tirocinio o tesi di laurea, hanno messo le mani su ALMASat-1, ognuno prendendosi carico di un piccolo sottosistema”. Una volta in orbita, il satellite dell’Alma Mater sarà controllato da Forlì. La conquista dello spazio dell’Università di Bologna non si ferma. Dal laboratorio di Microsatelliti assicurano: “Stiamo già lavorando al successore di ALMASat-1: si chiamerà ALMASat-EO e sarà un satellite dedicato all’osservazione della Terra dallo spazio”. Finanziato dal ministero dell’Istruzione, università e ricerca, il nuovo satellite segna anche l’avvio di ALMASpace lo spin-off commerciale nato dal laboratorio di Microsatelliti. “Al momento dà lavoro ad otto persone, tutti laureati che sono passati dal nostro laboratorio”. Il nuovo satellite è già stato accettato per il secondo lancio del lanciatore VEGA, al momento previsto per i primi mesi del 2013. (9colonne)

