Se non verranno compiuti gli investimenti e gli sforzi necessari, l’Italia entro il 2020 andra incontro a una drastica riduzione nel numero dei donatori e delle unità di sangue raccolto e secondo Giulio Grazzini, direttore del Centro nazionale sangue, “non possiamo permetterci di giungere a questa situazione”. E’ questo il dato di fondo che emerge dall’indagine commissionata dalla Fidas (Federazione italiana associazioni donatori sangue) al Censis e presentata oggi presso l’Ospedale Fatebenefratelli. In prospettiva, se il numero dei donatori restera’ stabile, si andra’ incontro a una riduzione dei giovani donatori stimabile nel 4,5% e a un -2,9% di donatori e unita’ di sangue raccolte. Tale contrazione e’ destinata a pesare soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno (-5,3%) e, in particolare, nelle classi di eta’ giovani (il dato del -4,5% a livello nazionale tra i 18-28enni raggiunge il -17,1% al Sud e nelle Isole”. Carla Collicelli, vice direttore generale del Censis spiega questa contrazione in prospettiva nel numero di donatori spiegando che “la fascia d’eta’ dalla quale proviene la grande maggioranza dei donatori e’ rappresentata nella fascia compresa tra i 30 e i 55 anni, e la proiezione dei dati demografici ci dicono come questa fascia d’eta’ sia destinata a ridursi in modo significativo nei prossimi decenni in ragione del progressivo invecchiamento della popolazione”. I 30-55enni, che nel 2009 costituivano il 46,8%, nel 2020 saranno il 43,8% e nel 2030 il 37,7% (eleborazione Censis su dati Istat). (red – 10 feb)
