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Livio Senigalliesi racconta i Balcani

it@withub.it by it@withub.it
19 Febbraio 2012
in Archivio speciali - Mostre
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UN GRANDE REPORTER RACCONTA I BALCANI
Livio Senigalliesi, reporter che hanno fatto la storia del giornalismo internazionale nei Balcani, ha documentato Sarajevo assediata, Mostar divisa, Bihac isolata, Brcko contesa, Srebrenica deserta, Gorazde agonizzante, le fosse comuni di Zvornik, i profughi della Krajina, le manifestazioni anti regime di Belgrado e poi naturalmente il Kosovo. Nella mostra “Balcani. Vent’anni dopo. 1991-2011”, fino al 3 marzo alla Centro espositivo Sloveno Galleria “A+A” di Venezia, espone alcune immagini storiche affiancate ad altre realizzate negli stessi luoghi vent’anni anni dopo. (grm)

A ROMA FILM E FOTOGRAFIE SU TINA MODOTTI
Fino all’11 marzo, all’Instituto Cervantes di Roma, si tiene la mostra “Tina Modotti: un nuovo sguardo”, organizzata dall’ambasciata del Messico in Italia in collaborazione con l’Instituto Cervantes che presenta una selezione di 26 fotografie scattate tra il 1923 e il 1927. Attrice di teatro e cinema, fotografa, rivoluzionaria, pasionaria perseguitata, musa di grandi artisti come Neruda e Alberti, modella di Rivera e Siqueiros, figura controversa dai molti nomi e dalle molte vite, la Modotti ha avuto una grande vera passione: la fotografia. Prima messa al servizio degli ideali sociali e poi sacrificata per la lotta politica, rivelatasi quando aveva vent’anni grazie a Edward Weston, il maggior fotografo dell’epoca che l’amò e ne fece la sua musa. La mostra è accompagnata ogni venerdì, alle 19, dal ciclo filmico “La rivoluzione messicana nel cinema”. (grm)

BELLOTTO: IL CANALETTO DELLE CORTI EUROPEE
Settanta opere in grado di ripercorrere tutto l’itinerario artistico di uno maggiori vedutisti del Settecento. Dopo il successo della mostra dedicata a Cima da Conegliano, con oltre 110mila visitatori, Palazzo Sarcinelli, a Conegliano, presenta fino al 15 aprile la mostra “Bernardo Bellotto. Il Canaletto delle corti europee”. Bellotto fu capace di sfruttare genialmente le scoperte e le conquiste tecniche dello zio Antonio Canal detto Canaletto, nella cui bottega entrò come apprendista nel 1736. L’itinerario artistico di Bellotto è scandito attraverso le tappe fondamentali della sua carriera, dalle vedute di Venezia e delle città italiane – Firenze, Roma, Milano, Torino – a quelle delle capitali europee: Dresda, Vienna, Varsavia. Il percorso espositivo è completato da una ristretta, ma qualitativamente superba, selezione di opere dei grandi maestri del vedutismo – Canaletto, Carlevarijs, Marieschi, Francesco Guardi, Bernardo Canal – che con le loro innovazioni stilistiche hanno contribuito a diffondere universalmente il fenomeno del vedutismo e l’immagine di Venezia. Importanti le istituzioni pubbliche e private, italiane ed estere, che hanno concesso in prestito i loro capolavori, tra cui la Gemaldegalerie Alte Meister di Dresda, il Liechtenstein Museum di Vienna, il Castello Reale di Varsavia, la Pinacoteca di Brera di Milano, Palazzo Barberini di Roma. (grm)

 

VERONA RISCOPRE IL SUO SETTECENTO

Il Comune di Verona presenta, fino al 9 aprile, al Palazzo della Gran Guardia, la mostra “Il Settecento a Verona. Tiepolo, Cignaroli, Rotari. La nobiltà della pittura”, una grande rassegna espositiva che vuole approfondire un momento della civiltà pittorica scaligera finora mai indagato. Con 150 capolavori tra dipinti, disegni, stampe e documenti, provenienti da importanti musei stranieri come l’Ermitage di Pietroburgo, il Prado di Madrid, il Victoria and Albert di Londra, oltre che dai principali musei italiani, la mostra dedica ampio spazio a due importanti artisti veronesi: Pietro Antonio Rotari, definito il “pittore della corte russa” per aver lavorato a lungo a servizio degli zar e dell’imperatrice Elisabetta, e Giambettino Cignaroli, fondatore dell’Accademia di Pittura che porta il suo nome. Una sezione è dedicata ai vedutisti come Bernardo Bellotto, così come il nucleo di opere realizzate per la città scaligera da Giambattista e Giandomenico Tiepolo. Grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, il pubblico ha il privilegio esclusivo di scoprire il lavoro di recupero che ha portato alla restituzione virtuale del soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo per Palazzo Canossa a Verona, andato in parte distrutto al termine della seconda guerra mondiale.
(red)

LO SCOMPARSO CAMPO ROM DI VIA TRIBONIANO
Una comunità eterogenea, dalle mille sfumature e dalle mille espressioni, con gruppi e sottogruppi etnici, ognuno con proprie peculiarità. Il mondo dei Rom, perfettamente al sicuro in seno alla sua comunità, ma “schedato” dall’esterno, diventa un percorso culturale attraverso la mostra fotografica “Il popolo del vento. Rom a Milano” che si tiene fino al 17 marzo al Centro Medico Santagostino di Milano,. Autore delle foto Valter Molinaro, fotografo amatoriale, che ha avuto la straordinaria opportunità di passare due giorni nel campo Rom di via Triboniano, zona nord ovest di Milano, un’area che oggi non esiste più perché destinata alla costruzione di una nuova strada attraverso la quale si raggiungerà il sito dell’Expo 2015. A Molinaro è stato chiesto di fotografare i matrimoni di due giovani coppie, dal primo mattino a notte fonda, vissuti minuto per minuto con meraviglia e scoperta dal fotografo. Il risultato è un’incursione nell’eterogeneità sociale, geografica, linguistica e fisica del popolo Rom, con l’adesione ad alcuni valori comuni, come quello del matrimonio, tra i più forti collanti della loro cultura. Dietro alla semplicità del rito in sé, senza una vera e propria celebrazione, si nascondono tradizioni e storia, appartenenza e radici. Il Centro Medico Santagostino è stato ideato e realizzato nel 2009 da Oltre Venture, prima società italiana di venture capital sociale.
(grm)

 

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