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Luca De Filippo in “Le bugie con le gambe lunghe”

it@withub.it by it@withub.it
19 Febbraio 2012
in Archivio speciali - Teatro
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DE FILIPPO A UDINE CON “LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE”
Ritorna sul palco del “Giovanni da Udine” uno degli attori più amati e applauditi dal pubblico: stiamo parlando di Luca De Filippo, impegnato da martedì 21 a venerdì 24 febbraio – come protagonista e regista – nella celebre commedia paterna Le bugie con le gambe lunghe. In scena, tra gli altri, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto e Massimo De Matteo. Se le bugie con le gambe corte sono quelle puerili, quelle dei bambini, cosa sono Le bugie con le gambe lunghe? Il grande Eduardo non aveva dubbi: sono quelle che “tutti noi dobbiamo aiutare a camminare per non far cadere l’impalcatura della società”. Ed ecco, allora, una splendida partitura sul tema della verità e della menzogna. Un testo scritto nel 1946, in cui la vena amara che scorre sotto la comicità si accentua con il procedere dell’azione, assumendo un carattere insieme tradizionale e sperimentale. (red)

“VARIAZIONI ENIGMATICHE” ALLA COMETA DI ROMA
Saverio Marconi torna in scena come attore e sceglie Eric Emmanuel Schmitt, con cui ha collaborato per l’edizione francese del musical Nine diretta alle Folies Bergère e le sue Variazioni enigmatiche, già straordinario successo di pubblico e di critica in Europa (in Francia è stata interpretata da Alain Delon, in Inghilterra da Donald Sutherland). Il titolo dell’opera fa riferimento a Enigma Variations, composizione del musicista inglese Edward Elgar, quattordici variazioni su una melodia che sembra impossibile da riconoscere, così come Schmitt sembra concepire il rapporto tra gli esseri umani come qualcosa che possiamo solo intuire. Un testo mai prevedibile, che alterna sentimenti con drammatici colpi di scena, in cui l’ironia più tagliente si trasforma in commozione, la tenerezza in folle crudeltà. È la storia del confronto disperato fra due uomini, Abel Znorko, misantropo, Nobel per la letteratura che si è ritirato a vivere da eremita in un’isola sperduta del mare della Norvegia, vicino al Polo Nord (ma conserva un intenso rapporto epistolare con la donna amata) e Erik Larsen, sconosciuto giornalista cui lo scrittore concede un’intervista. L’incontro, tra ferocia e compassione, si trasforma in una sconvolgente scoperta di verità taciute e dell’illusione in cui i due si sono calati.

AL PARIOLI “IL GIORNO DELLA CIVETTA”
“Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia per la regia di Fabrizio Catalano con Sebastiano Somma e con la partecipazione di Orso Maria Guerrini, debutterà al Teatro Parioli Peppino De Filippo di Roma giovedì 23 febbraio alle 21. In scena troveremo anche Gaetano Aronica, Morgana Forcella, Roberto Negri, Alessio Caruso, Maurizio Nicolosi, Giovanni Vettorazzo, Luca Marianelli e Fabrizio Catalano. “Il giorno della civetta” racconta la storia di un’inchiesta a partire da un omicidio. Sullo sfondo la Sicilia: misteriosa, implacabile, vendicativa e bellissima…

“IL GIOCATORE” ALLO STABILE DI TORINO
Per la stagione 2011/2012 della Fondazione del Teatro Stabile di Torino martedì 21 febbraio, alle 19.30, debutterà, alla Cavallerizza Reale – Maneggio (Via Verdi, 9) “Il Giocatore” tratto da Fëdor M. Dostoevskij, adattamento dall’omonimo romanzo e regia di Annalisa Bianco. Lo spettacolo è interpretato da Paolo Mazzarelli, le luci e l’allestimento sono di Andrea Guideri e Cristiano Caria. “Il giocatore” sarà replicato alla Cavallerizza Reale fino a domenica 26 febbraio. Autentico romanzo di suspense “Il giocatore” fu scritto da Dostoevskij nel periodo del suo turbolento soggiorno all’estero, durante il quale lo scrittore cadde effettivamente preda del demone del gioco. La vicenda, narrata in prima persona dal protagonista, il precettore Alexej Ivanovic, vede costui invilupparsi progressivamente in un intrigo nel quale nulla è quello che sembra, o meglio, tutto ha continuamente la possibilità di cambiarsi e capovolgersi nel suo contrario: esattamente come accade nel gioco d’azzardo. (red)

AL SISTINA ARRIVA CALIFANO
Il “Prevert di Trastevere”, uno degli artisti-simbolo della musica d’autore italiana, Franco Califano è atteso in concerto lunedì 20 febbraio al teatro Sistina. Un grande ritorno sulle scene della Capitale dopo il live dello scorso anno all’Ambra Jovinelli. Sul palco troveremo anche Enrico Giaretta, al pianoforte, Alberto Laurenti alla chitarra, contrabasso Davide De Caprio, violino e armonica Juan Carlos Albelo Zamora, violoncello Rossella Zampiron, violino Simona Brunello, fisarmonica Paolo Petrilli e alla batteria Chicco Careddu. Con oltre 1000 canzoni scritte nella sua carriera, 20 album all’attivo, tante canzoni di successo scritte per altri, da Ornella Vanoni («La musica è finita» e «Una ragione di più»), a Mia Martini (il popolare «Minuetto» è suo), da Bruno Martino («E la chiamano estate») a Fred Bongusto («Questo nostro grande amore»), «il Califfo» si è conquistato un posto fisso nella storia della canzone. (red)

AL BELLINI DI NAPOLI RIVIVE “LA CIOCIARA”
Fino a domenica 26 febbraio Donatella Finocchiaro e Daniele Russo saranno i protagonisti dello spettacolo “La ciociara” per la regia di Roberta Torre. Dal capolavoro letterario e dal film di Vittorio De Sica che valse l’Oscar a Sofia Loren, Annibale Ruccello nel 1985 trasse la riduzione teatrale de “La Ciociara”, ricevendo il consenso entusiasta di Alberto Moravia. La sensibilità e la provata capacità di Roberta Torre, regista affermata di cinema, la restituisce oggi al teatro con tutta la sua forza dirompente e l’intensa profondità. Donatella Finocchiaro, che tante volte ha dato vita nel cinema ed in teatro a personaggi di potente carica emotiva, è Cesira, la Ciociara, mentre Daniele Russo è Michele, l’uomo del quale è innamorata, l’idealista partigiano che morirà per salvare altre vite umane. I costumi sono di Alberto Spiazzi. (red)

ROMA: IL BRANCALEONE OSPITA “EMPORIUM”
“Emporium”, poemetto di civile indignazione di Marco Onofrio, è in scena il 31 marzo al Brancaleone di Roma. Le voci narranti sono di Maria Enrica Prignani, Ernesto D’Argenio, Barbara Frascà mentre le riprese video di Andrea Gagliardi. La regia è di Barbara Frascà. Un allarme introduce lo spettatore in uno stato di allerta, di ascolto. Tutto lo spettacolo, le sue interviste, il contenuto stesso del poemetto, in definitiva la realtà in cui viviamo, si trovano in uno stato di allarme che se trascurato porta al fuoco, alle fiamme. Questo incendio rappresenta, da un lato, la naturale conseguenza di un allarme che, rimasto per troppo tempo inascoltato, ha procurato dei danni visibili agli occhi di tutti e, dall’altro, la volontà dei cittadini di non rimanere inermi e quindi di bruciare metaforicamente una situazione che non va, attraverso la voglia reale di cambiare le cose e da lì, dalle ceneri finalmente rinascere. L’incendio ha quindi un significato ambivalente ed opposto: uno negativo ed uno positivo ma entrambi portano comunque alle ceneri da cui ripartire. Lo spettacolo tuttavia si conclude con un messaggio ottimistico perché le ceneri provocate dall’incendio sono il simbolo di una ripresa, indicano la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Dalle ceneri risorgiamo. Questo docu-reading teatrale, così definito dalla giovane regista, oltre ad essere un reading è anche un documentario che include interviste a disoccupati e precari e ricerche su dati emigratori che interessano il nostro Paese. (red)

 

 

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