L’emendamento al decreto sulle liberalizzazioni a firma del presidente del Consiglio Mario Monti sull’applicazione dell’Imu ai beni della Chiesa vuole chiarire in maniera “definitiva” la questione e “rende effettiva la garanzia di tutela per gli enti non profit e pienamente efficace il controllo rispetto ad eventuali abusi o violazioni”. Lo spiega lo stesso premier intervenendo in commissione Industria al Senato. Monti sottolinea che nella norma viene introdotta “una verifica concreta e non solo astratta sia del requisito soggettivo sia del requisito oggettivo”. Per quanto riguarda le scuole, Monti mette in evidenza che non è corretto chiedersi se queste sono esentate dal pagamento dell’imposta in quanto tali ma “quali scuole possano essere esenti e quali siano invece soggette alla disciplina comune”. E la risposta è “chiara”: “Sono esenti le scuole che svolgono la loro attività secondo modalità concretamente ed effettivamente non commerciali”. Monti ricorda poi che la specificazione dei “dettagli” che contribuiranno a definire gli istituti esenti e quelli soggetti al pagamento verrà fatta in un decreto del ministero dell’Economia. (Pif – 27 feb)
