Ancora rincari per benzina e diesel: durante il fine settimana Shell ha raggiunto 1,825 con un rialzo di 0,5% cent mentre il diesel ha segnato un picco a 1,765 per Ip con un rincaro di 0,6 cent. Secondo un’indagine della Coldiretti il prezzo del pieno per una automobile media (50 litri) ha superato i 90 euro per effetto dell’aumento del prezzo della benzina del 17,4 per cento in un anno e la situazione è ancora più pesante per il gasolio destinato all’autotrasporto che è rincarato del 25,2 per cento, con il costo familiare per trasporti, combustibili ed energia elettrica che ha superato quello per alimenti e bevande. “Nel corso dell’ultimo anno, come abbiamo ripetutamente denunciato, i costi dei carburanti sono cresciuti in maniera incredibile. Il rincaro – sottolinea Federconsumatori – è stato pari all’equivalente della spesa alimentare di un mese per una famiglia media. Ma il bilancio degli aumenti risulta impressionante anche guardando semplicemente agli ultimi due mesi. Il costo della benzina, passando da 1,71 di gennaio a 1,82 della media giornaliera, ha determinato un aumento di 5,50 euro per ogni singolo pieno, pari a 132 euro in termini annui. In alcune zone, però, la benzina è venduta a ben oltre tale soglia. In molte regioni, anche a causa dell’aumento delle accise regionali, il prezzo si attesta a 1,90 euro al litro, comportando aggravi in questo caso di ben 9,50 euro al litro e 228 euro in termini annui. Ricadute sempre più pesanti, che incidono fortemente non solo sui costi dei rifornimenti di carburante, ma anche sulla spesa in generale, per l’aumento dei costi di trasporto e di produzione”. Il nuovo rialzo per benzina e diesel preoccupa anche il Codacons: “Durante il fine settimana la benzina ha segnato un picco di 1,825 euro al litro mentre il diesel ha toccato 1,765 €/l. In pratica gli automobilisti italiani continuano ad essere i più tartassati d’Europa, – sottolinea l’associazione – sia per le tasse superiori, ricordiamo che nel 2011 c’è stato il record di 5 aumenti delle accise in un anno, sia per l’assenza di concorrenza”. Per il Codacons “non si uscirà mai dalla crisi fino a che il Governo non capirà, finalmente, che non è possibile che gli italiani abbiano gli stipendi più bassi d’Europa ma al tempo stesso paghino la benzina, la luce, il gas, il conto corrente, i mutui, l’rc auto e le tariffe telefoniche più care d’Europa”. I rincari continui di benzina e gasolio non solo però fanno volare in alto il prezzo del pieno ma rischiano anche di stravolgere in maniera decisiva il carrello della spesa delle famiglie. La Cia, Confederazione italiana agricoltori evidenzia, infatti come “nell’ultimo anno ogni famiglia ha dovuto mettere in conto 470 euro al mese per trasporti, carburanti ed energia: un budget che ha superato quello per cibo e bevande, fermo a 467 euro mensili”: “Ora il rischio è quello di un ulteriore indebolimento della spesa per gli alimentari proprio a causa degli ennesimi aumenti del carburante. Tanto più che proprio il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento”. “Con la benzina ormai sopra 1,80 euro al litro e il gasolio oltre 1,70 euro – continua la Cia – l’aggravio di spesa sull’anno è di quasi 450 euro soltanto per i costi diretti. Mentre le ricadute sui prezzi dei prodotti alimentari superano già i 200 euro annui. Vuol dire una vera e propria stangata sui consumi per la tavola delle famiglie, che già sono ridotti al lumicino con un calo del 2 per cento nel 2011”. (red -27 feb)
