(27 feb) Investimenti stranieri per 17 miliardi di euro nel prossimo triennio, che potranno creare almeno un milione di posti di lavoro. Sono rosee le prospettive di sviluppo per il Mozambico, come rileva la stima fatta dal Centro per la promozione degli investimenti del Paese africano. Secondo quanto prevedono i media locali, nei prossimi tre anni saranno varati ben 1.250 progetti di sviluppo in diversi settori. In questo quadro il ruolo della Cooperazione Italiana è rilevante, grazie a un contributo di grande qualità e di lunga data: “Tra i nostri interventi bilaterali più visibili – si legge sul sito della Cooperazione Italiana – si segnalano: il Programma di sostegno al Bilancio generale dello Stato (12 milioni di euro), il Programma di sostegno al decentramento ed allo sviluppo economico locale (5,2 milioni di euro), la partecipazione al programma settoriale del governo mozambicano per il settore sanitario (2,5 milioni di euro), il programma di sostegno allo sviluppo delle risorse umane nel settore sanitario (4,8 milioni di euro)”. Di grande rilievo è inoltre l’iniziativa di cooperazione trilaterale con il Brasile in fase d’avvio di riqualificazione del Barrio Chamanculo C di Maputo (1,2 milioni di euro), il programma di supporto all’Università Eduardo Mondlane (4,5 milioni, in fase di avvio) ed “in ultimo, ma non per importanza – spiega il sito della Cooperazione -, la costruzione della diga di Nhacangara ed il meccanismo di drenaggio delle acque reflue a Maputo, per la quale è stato previsto un credito d’aiuto di 60 milioni di euro”. (Roc)
SCHEDA / STORIA E OBIETTIVI DELLA COOPERAZIONE ITALIANA
La Cooperazione allo sviluppo nasce con gli obiettivi di garantire il rispetto della dignità umana e assicurare la crescita economica di tutti i popoli. La sua storia inizia a partire dagli anni cinquanta, con una serie di interventi di assistenza messi in atto in Paesi legati all’Italia da precedenti vincoli coloniali. Il nostro Paese avvia successivamente un’attività di cooperazione più sistematica, con l’obiettivo di contribuire agli sforzi internazionali volti ad alleviare la povertà nel mondo. Più di recente le nuove emergenze hanno conferito alla cooperazione un ruolo decisivo nelle scelte di politica estera italiana, per il mantenimento della pace e la gestione dei flussi migratori. Le attività della Cooperazione Italiana sono regolate dalla Legge n.49 del 1987 con la quale si è provveduto a un riordino dell’intera materia e alla creazione dell’attuale Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo (Dgcs) nell’ambito del ministero degli Affari esteri.
