(1 mar) Coco Chanel diceva “La moda passa, lo stile resta”. E proprio lo stile, l’eleganza e l’abbigliamento made in Italy sono stati protagonisti in questi giorni in Polonia. Queste volta sono state le aziende veronesi a fare apprezzare i propri prodotti e a puntare su uno tra i più promettenti mercati dell’Unione Europea, sempre più interessato alle eccellenze venete. Si è conclusa con successo, infatti, l’iniziativa promozionale in Polonia dedicata al settore moda veronese, organizzata dalla Camera di Commercio di Verona, in collaborazione con il Consorzio Verona Moda e la Camera di Commercio Italo-Polacca. Alla tre giorni, fitta di visite e incontri commerciali, ha partecipato una delegazione di 10 imprese del fashion veronese che hanno potuto approfondire la conoscenza del mercato polacco, una tra le poche economie in crescita dell’Unione Europea che si sta preparando con forti investimenti ed una serie di nuove infrastrutture, ai prossimi campionati europei di calcio dell’estate 2012. L’iniziativa è partita con una visita alla principale fiera del sistema moda polacco, che si tiene a Poznan, capitale della Regione occidentale della Grande Polonia, per valutare l’eventuale partecipazione delle imprese veronesi alle prossime edizioni. La delegazione veronese si è poi spostata ieri a Varsavia, in una location di assoluto prestigio, per partecipare ad una serie di incontri d’affari organizzati con i principali importatori, agenti e distributori del settore moda polacco. Non è mancata, infine, una visita ai più importanti centri commerciali di Varsavia per approfondire i contatti instaurati e per valutare il sistema distributivo polacco che si basa su catene di negozi concentrati prevalentemente, anche per le rigide condizioni climatiche dell’ inverno, all’interno di centri commerciali nell’area urbana delle principali città. L’iniziativa, gestita e coordinata dall’ente camerale, mira a favorire l’internazionalizzazione delle imprese veronesi, verso un mercato che è ormai maturo sotto molti aspetti e dove esistono ancora margini di crescita per quanto il settore moda ha da offrire in termini di qualità, creatività e innovazione. La Polonia rappresenta oggi l’11esimo mercato per le esportazioni del sistema Verona. Tuttavia, dalla comparazione dei dati import export della provincia di Verona relativi ai primi nove mesi degli anni 2010-2011, è emerso che, pur essendo le esportazioni totali verso il mercato polacco incrementate del 21,6%, si è registrato un decremento per la voce abbigliamento che è scesa del 2,6% rispetto al 2010. (red)
SCHEDA / MODA, L’ITALIA STRACCIA LA FRANCIA
“E’ la patria dei colossi del settore, da Lvmh a Ppr, che nell’ultimo decennio hanno fatto razzia delle più belle aziende italiane: da Gucci a Fendi, da Bottega Veneta a Bulgari, passando per Brioni”, “ma, se l’analisi si sposta sul terreno prettamente industriale, il sistema moda della Francia perde tutto il suo fascino. E soccombe di fronte alla concorrenza italiana”. E’ quanto si legge in un articolo del Sole 24 Ore dal titolo “Italia straccia Francia nel sistema moda” nel quale si evidenzia che, secondo i dati elaborati da Euratex/Smi per il settimanale Moda24 del quotidiano di Confindustria, nel 2010, nell’Europa a 27, l’Italia rappresentava il 30,6% del fatturato totale del tessile-abbigliamento, rispetto al 13,9% della Francia. Nello stesso anno, il fatturato italiano è aumentato del 7,2% a 49,66 miliardi, mentre i competitor transalpini si sono dovuti accontentare di un incremento del 3,6% a 22,53 miliardi. Sul fronte dell’export nel gennaio-ottobre 2011, l’Italia ha generato i118,3% del totale dell’Europa a 27 rispetto all’8,6% della Francia. La leadership è della Germania con il 20% ma bisogna precisare che il business dei tedeschi, a parte il successo di Hugo Boss, è maggiormente focalizzato in segmenti inferiori rispetto a quelli italiani. Se si rileva solo la confezione, in ogni caso, l’Italia è prima con 1119% contro 119,5% della Francia. L’articolo del Sole 24 Ore evidenzia anche che “le 53mila aziende italiane hanno investito, sempre nel 2010,1,47 miliardi, in crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente; i colleghi francesi hanno invece aumentato gli investimenti del 3,9% a 603 milioni. Gli investimenti italiani pesavano dunque per il 31,5% sul totale di quelli dell’Europa a 27 contro il 12,9% dei francesi. Se si suddividono i dati complessivi tra tessile e abbigliamento, concentrandosi sull’anello industriale a valle, si evidenzia ancora di più la leadership italiana: la quota del fatturato era pari nel 2010 al 37,8% di quella dell’Europa a 27 rispetto al 13,2% della Francia. Il fatturato italiano era pari a 29,9 miliardi, in aumento dell’1,9%, quello francese di 10,4 miliardi (2,4%)”.