Sarebbe un sergente americano di 35 anni, sposato e con figli, l’ autore della strage compiuta nella notte tra il 10 e l’ 11 marzo nella provincia di Kandahar, in Afghanistan, in cui hanno perso la vita 16 civili, tra cui donne e bambini. La descrizione dell’ artefice della carneficina è emersa da una rivelazione della Cnn che lo ha appreso a sua volta da una fonte militare statunitense che al momento resta anonima. L’ uomo, che era già stato tre volte in missione in Iraq e da dicembre si trova in Afghanistan insieme alle forze speciali dell’ esercito statunitense, ha commesso un vero e proprio massacro immotivato che ha sconvolto l’ opinione pubblica e sta creando tensione in tutto l’ Afghanistan. Il Parlamento afgano chiede giustizia e i talebani minacciano di vendicare i “martiri uccisi selvaggiamente dagli invasori”, si legge su un sito internet. “La maggior parte delle vittime sono bimbi innocenti, donne e anziani, massacrati dai barbari americani che hanno rubato le loro preziose vite senza ritegno, macchiandosi le mani del loro sangue”, scrivono ancora i talebani in un comunicato pubblicato su Internet. “Chiediamo e ci aspettiamo seriamente che il governo americano punisca i colpevoli e li faccia processare in un procedimento pubblico davanti al popolo afghano”, scrivono ancora gli estremisti. Dopo le scuse del presidente Usa Barack Obama, l’ opinione pubblica si chiede quanto ancora resterà la Nato in Afghanistan. Il cancelliere tedesco Angela Merkel dubita che le proprie truppe si ritirino entro il 2014: “Non possiamo ritirarci oggi e non possiamo dire ora di poterlo fare entro il 2013-2014”, ha commentato la Merkel. Più possibilista la Gran Bretagna che ha espresso l’ intenzione di ritirare i propri militari entro la fine del 2014 come stabilito dalla Nato.
(Cle)
