(15 mar) – Le più recenti proiezioni demografiche evidenziano che, da qui al 2060, nonostante i bassi indici di natalità, il costante aumento della speranza di vita e i continui afflussi di migranti manterranno quasi immutato l’ammontare complessivo della popolazione, benché nettamente più anziana. L’Ue passerà da un rapporto di quattro persone in età lavorativa (tra i 15 e i 64 anni) per ogni persona oltre i 65 anni, a un rapporto di solo due a uno. Il calo più considerevole dovrebbe registrarsi durante il periodo tra il 2015 e il 2035, in coincidenza con il raggiungimento dell’età della pensione dei figli del baby-boom. Gli anziani – oggi più che in passato – esprimono esigenze diverse. Il buono stato di salute consente loro di praticare sport, di viaggiare e di mantenere un’intensa vita sociale. Questo comporta il delinearsi, sempre più forte, di un nuovo target per chi opera nel marketing. Il primo settore ad aver intuito le potenzialità dell’invecchiamento della popolazione – spiegano Roberta Pace e Dario Schirone su neodemos.it – è stato quello assicurativo/finanziario . La crescita della spesa sanitaria e il conseguente appesantimento degli oneri previdenziali connessi all’invecchiamento e alla salute, hanno reso un’utopia il poter mantenere, in prospettiva, le precedenti promesse previdenziali ed assistenziali da parte dei governi dei paesi sviluppati. La risposta del mercato è stata immediata con la conseguente spinta verso l’alto (sia della domanda che dei profitti) per il settore assicurativo comparto vita e previdenza. Anche la grande distribuzione – come, ad esempio, la multinazionale Ikea – ha cominciato a guardare con interesse al target degli over 65enni, mettendo in discussione la propria strategia d’impresa pur di accaparrarsi questa fetta di mercato, il cui aumento numerico non accenna ad arrestarsi. Da un’indagine condotta presso lo store Ikea di Bari, risulta che, dall’apertura del negozio (febbraio 2007) ad oggi, il profilo anagrafico dei visitatori è sensibilmente invecchiato: l’età media è passata da 33,4 a 39,3 anni e la fascia di età over 50 è aumentata dall’8 al 22%, gli over 65 dal 2 al 6%; a tali incrementi si contrappone una contrazione della fascia 15-35 anni che si è ridotta dal 63 al 51%. Questo cambiamento di scenario ha indotto l’azienda ad immaginare stili d’arredamento più vicini ai gusti di questo nuovo target.
Fonte:
http://www.neodemos.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=541
