Li comprano le mamme dopo aver fatto la spesa, vengono pubblicizzati in spot televisivi e si trovano negli uffici postali, ma soprattutto vengono “grattati” dai minorenni. Secondo una ricerca del Cnr, il 63% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni, già giocatori, acquista “gratta e vinci”. La rivista Guida Acquisti ha condotto un’inchiesta scoprendo che in Italia i giocatori d’azzardo compulsivi sono circa 700 mila. E molti “grattano”. Infatti, i gratta e vinci sono secondi solo alle video-slot. Se la spesa pro capite per gli apparecchi elettronici è superiore ad ogni altra forma di gioco e raccoglie oltre la metà della spesa complessiva per gioco d’azzardo in Italia, il gratta e vinci si colloca come seconda voce di “spesa”, con un totale del 12.7% della raccolta. Guida Acquisti ha chiesto l’opinione di alcuni esperti di giochi d’azzardo secondo cui il gratta e vinci è quello che dà minore possibilità di vittoria rispetto ad altri giochi. Il cosiddetto payout, ovvero la percentuale di denaro ridistribuita ai giocatori, varia dal 50% al 75% a seconda del tipo del biglietto (più è caro il tipo di biglietto, più alto è il payout), minore rispetto agli altri giochi da bar, comprese le video-slot e il Superenalotto. Stando ai dati forniti dal Monopolio nel 2010 gli incassi complessivi delle lotterie sono stati di 9,37 miliardi di euro, in lieve regresso rispetto all’anno precedente; mentre nel 2011 l’incasso complessivo del gioco d’azzardo è stato di ben 79.9 miliardi.
(Red – 19 mar)
