Il Parlamento “è sovrano”, ma la riforma del lavoro, assicura il presidente del Consiglio Mario Monti, è “equa e incisiva” e, aggiunge il ministro del Welfare Elsa Fornero, “non accetteremo che sia ridotta in polpette”. Sono le prime ore della giornata quando in Italia, dall’aereo che lo porta a Seul, arrivano le parole del premier, impegnato in un viaggio in Asia che avrà come prima tappa la Conferenza sulla sicurezza nucleare nella capitale sudcoreana: sul lavoro Monti spera di “avere un risultato finale, in tempi non troppo lunghi, il più vicino possibile al testo varato dal Consiglio dei ministri”. La convinzione è la stessa, espressa in un colloquio con Repubblica, del ministro Fornero che ribadisce che il governo manterrà saldo il timone sulla riforma – e sul mancato reintegro del lavoratore licenziato per motivi economici – spiegando: “Questo provvedimento potrà anche subire qualche cambiamento, ma chiediamo che il Parlamento sovrano ne rispetti l’impianto e i principi basilari. In caso contrario dovrà assumersi le sue responsabilità e il governo farà le sue valutazioni”. Governo che, intanto, incassa da un lato i giudizi positivi delle banche consulenti del Kazakistan riferiti a Monti dal premier Karim Masimov, dall’altro la fiducia della Commissione europea, espressa da Amadeu Altafaj, portavoce del Commissario Olli Rehn: sia la Spagna che l’Italia “hanno ben compreso” che il consolidamento dei conti debba andare di pari passo con le riforme strutturali, “che sono due facce della stessa medaglia”. (Caf – 26 mar)