Un tempo era compito delle casalinghe: mai buttare una confezione prima di aver ritagliato il buono sconto, i punti per la raccolta o il tagliando di vendita. Una strategia per i consumatori per ricevere premi o sconti e per le aziende di fidelizzare il cliente. Gli ultimi anni, grazie al web, hanno visto un vero e proprio boom dei buoni sconto, considerati da molti la principale via anticrisi per continuare a permettersi, in tempi di vacche magre, quelle spese che non rientrano strettamente nel menage famigliare. In America, il fenomeno viene definito “couponing” e – come da copione – fa registrare casi da record: come quello di J’aime, che riesce a portarsi a casa ben 1.600 euro in prodotti alimentari con una spesa di soli 80, o della frugale Amy, che punta a un accumulo di 300 euro con una spesa minima di 8. O come Treasure, grande esperta di raccolta buoni, con le sue scorte per oltre 27.000 euro e l’instancabile Angelique, che rimane sveglia tutta la notte per programmare il suo itinerario di shopping: quattro storie che verranno raccontate a partire da domani, e ogni mercoledì alle 22.10, da Real Time nel programma “Pazzi per la spesa (Extreme couponing)”. D’altronde, spiega l’Istat, gli acquisti online hanno fatto registrare anche in Italia un balzo notevole nell’ultimo anno, crescendo del 20 per cento su tutto il territorio nazionale. Un dato indicativo riguarda il numero di imprese che hanno aperto attività commerciali via internet: a Milano sono 718, il 17,1 per cento in più dello scorso anno. Tra le strategie di risparmio più utilizzate c’è proprio il couponing: società come Groupon, Groupalia e Glamoo inviano tramite email e social network le proprie offerte con forti risparmi suddivise per città e con la data di scadenza. Anche chi è affezionato alla carta stampata non avrà problemi: i giornali hanno cercato di rilanciare questa strategia, soprattutto all’estero, in paesi che hanno accusato in maniera pesante la crisi economica. In Grecia si sono concentrati sul rifornimento di carburante, mentre negli States c’è chi ha stabilito dei veri primati, come testimonia quest’articolo di CNBC ripreso da Usa Today. (27 mar – Lam)
