L’intesa del Governo con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro è ritenuta auspicabile da quasi 6 italiani su 10, mentre il 36% la ritiene non necessaria. È uno dei dati che emerge dall’indagine realizzata, in esclusiva per la trasmissione Otto e Mezzo (La7), dall’Istituto nazionale di Ricerche Demopolis. Il tema occupazione risulta particolarmente sentito dall’opinione pubblica, in un clima sociale nel quale il 51% degli italiani si dichiara oggi preoccupato della possibilità che un membro della propria famiglia possa perdere il lavoro nei prossimi anni. Una percezione di insicurezza economica ed occupazionale che nel 2008 riguardava appena un cittadino su 4, che negli ultimi 4 anni è cresciuta di oltre 25 punti percentuali. In questo scenario di crescente preoccupazione verso il futuro, gli italiani iniziano a conoscere, nelle sue linee generali, l’iniziativa del Governo in tema di lavoro. Della Riforma Fornero, l’aspetto più convincente – per i tre quarti degli intervistati – risulta l’apprendistato come contratto prevalente di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, con stabilizzazione entro i tre anni. Pienamente condiviso dal 71% appare l’obiettivo di disincentivare economicamente l’uso dei troppi contratti atipici a termine che hanno contribuito ad accrescere il precariato giovanile in Italia. Apprezzate risultano anche l’assicurazione sociale in caso di perdita del posto di lavoro e l’idea di rendere non più gratuiti gli stage in azienda dopo il periodo formativo. Forti perplessità desta invece l’abolizione della cassa integrazione straordinaria e della mobilità in caso di cessazione delle attività d’impresa: se il 36% ritiene che i lavoratori saranno maggiormente incentivati a trovare un nuovo impiego, il 47% degli intervistati immagina invece che, in una fase recessiva come quella attuale, chi perderà il lavoro sarà difficilmente riassorbito dal mercato, incrementando la disoccupazione. (Red – 27 mar)
