Il 58% degli italiani ritiene peggiorata la propria situazione economica rispetto a due anni fa. Solo una estrema minoranza del 7% avverte un miglioramento, mentre per poco più di un terzo la situazione è rimasta pressoché analoga. L’indagine, condotta per la trasmissione Otto e Mezzo dall’Istituto di Ricerche Demopolis, rivela una crescente preoccupazione degli italiani per gli effetti della crisi sul potere d’acquisto delle famiglie. Chiaro è il riflesso della crisi economica sul tenore di vita e sui comportamenti di consumo: se il 34% mantiene le stesse abitudini, più di sei cittadini su dieci affermano invece di aver dovuto effettuare tagli e rinunce negli ultimi sei mesi per contenere le spese. Nella percezione dell’opinione pubblica, ad incidere maggiormente sul bilancio domestico è soprattutto l’aumento dei prezzi al consumo e dei servizi; ma, nelle ultime settimane, pesano in modo rilevante il rincaro della benzina e dei carburanti, citato dai due terzi degli intervistati, mentre il 62% evidenzia gli effetti derivanti dall’ulteriore incremento della pressione fiscale. A sentirsi più colpiti sono gli anziani con pensioni sotto i mille euro, i disoccupati ed i giovani, precari o in cerca di lavoro, i lavoratori dipendenti a reddito fisso in famiglie monoreddito, ma anche – negli ultimi mesi – molti piccoli e medi imprenditori. Che cosa aggrava oggi la crisi nel sistema delle piccole imprese? Il 70% del sub campione di imprenditori intervistato dall’Istituto Demopolis chiama in causa l’eccessivo carico fiscale sulle aziende e sul costo del lavoro, ma anche la riduzione dei consumi nel Paese. Il 57% denuncia l’assenza di liquidità, dovuta alla stretta creditizia da parte delle banche. Oltre un terzo lamenta inoltre la lentezza della burocrazia e i ritardi nei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni. (Red- 17 apr)
