“Io ho la sensazione generale che il mio sia un Paese triste. Molto triste. E anche molto pieno di raccomandazioni. E anche molto pieno di bustarelle. E anche molto pieno di malavita. E anche molto pieno di massoneria. E anche molto pieno di disuguaglianza. E anche molto pieno di ingiustizia. Questo è il mio Paese. Ma la colpa è pure nostra”. Riflessioni sincere, pensieri genuini, leggerezza e profondità, sogni e sentimenti, ironia e sarcasmo: in “Andrà tutto bene” (edito da La Bottega delle parole, 10 euro, pp. 160), il primo romanzo di Stefano Iannaccone, ci sono “disegni scritti” che ben rappresentano una generazione. Nel romanzo le incertezze della vita universitaria, le prospettive di un lavoro precario e la paura dell’instabilità emotiva. Iannaccone con uno stile svelto e originale, vivo, easy, rilassato ma mai banale, racconta una sfida: quella di essere giovani oggi. Parla di sogni, aspirazioni, legami, difficoltà e amore. E in un mondo dove tutto è precario forse anche i sentimenti sono a tempo determinato. Così ecco la storia di Marco e Fabiana, Marina e Guido e dei tanti amici dello stesso Marco, aspirante giornalista, che racconta una Roma pronta ad ospitare e a dare mille possibilità ma dove non mancano preoccupazioni e ansie, innamoramenti, tradimenti, turbamenti e serate alcoliche . Iannaccone racconta dei giovani che si chiedono del loro futuro e riflettono sul loro presente. Arriveranno lontano? Ce la faranno, andrà tutto bene? Intanto criticano il sistema e l’Università, la politica e la sua classe dirigente. Hanno gli occhi curiosi e aperti sul mondo, hanno fantasia e talento, come quello di Fabiana che dipinge la realtà con parole e non solo colori. Sono giovani che hanno voglia di partire (e a volte di tornare) , di vedere e scoprire e sì, di crescere perché “le esperienze aiutano a crescere” e se si incontra qualche difficoltà pazienza, “bisogna estrarre gli aspetti migliori dalle esperienze che hanno lasciato ferite dolorose” scrive l’autore. Iannaccone parla di giovani che hanno progetti ambiziosi e sono alla ricerca di un equilibrio, che hanno paura del futuro ma al tempo stesso vanno alla ricerca di traguardi e affetti sinceri. Non mancano riflessioni più grigie: “ci hanno svuotato di ogni energia, rendendoci una generazione senza prospettiva” e slanci più ottimisti legati alla “volontà di riscossa”. “Sono Batman, sono Superman, sono Spiderman” ripeterà più volte Marco. La volontà di crederci, di innamorarsi, di scrivere, quella non manca. Insomma, “Andrà tutto bene”. (Gil – 22 mag)
