(22 mag) – In Italia un minore su quattro, pari al 22,6 per cento dei bambini, è a rischio povertà. Vive cioè in famiglie con un reddito troppo basso per garantirgli ciò di cui avrebbe bisogno per un sano e pieno sviluppo psichico, fisico, intellettuale e sociale. Una realtà in contrasto – osserva l’economista Daniela Del Boca – con il tasso di fecondità più basso d’Europa (1,4 figli per donna rispetto alla media dei paesi europei di 1,9 figli) e il più alto numero di famiglie con un figlio solo, che mette i figli italiani nella categoria dei beni rari. Ma la situazione è ancora peggiore quando guardiamo: i figli di madri sole – per i quali l’incidenza di povertà sale al 28,5 per cento; i figli di genitori giovani in cui il capofamiglia ha meno di 35 anni: in questi nuclei 1 figlio su 2 è a rischio povertà (47,8 per cento); i figli di genitori che vivono al Sud e Isole: queste sono le aree del paese a più alta incidenza di povertà, che raggiunge rispettivamente quasi il 40 per cento (con quasi 2 minori ogni su 5 a rischio povertà) e il 44,7 per cento; i figli di famiglie di origine straniera. in cui l’incidenza di povertà sale al 58,4 per cento. I bambini di cittadinanza straniera hanno un tasso di povertà di tre volte il valore che si registra tra gli italiani.
