(21 giu) A Parigi, nell’ambito della 4a Assemblea degli Stati firmatari della Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale, l’Unione delle Pro Loco (Unpli) ha ottenuto un importante riconoscimento da parte dell’Unesco come consulente del Comitato intergovernativo previsto dalla Convenzione, grazie ai progetti e ai risultati ottenuti sul campo con le numerose iniziative per la salvaguardia e la tutela del patrimonio culturale immateriale italiano. Del riconoscimento, ricevuto agli inizi di giugno, se ne parlerà a Roma il 23 giugno all’Auditorium dell’Ara Pacis, all’interno del convegno, promosso con Confcooperative, dal titolo “Pro Loco, Cooperazione e Volontariato: la sussidiarietà tradita”. Si tratta di un traguardo storico per l’Unpli, nel 50° anniversario della sua fondazione, frutto dell’impegno che è stato profuso in questi ultimi anni proprio nella sensibilizzazione delle Pro Loco e delle comunità locali sui temi legati alle potenzialità dei beni immateriali ma anche alla loro fragilità. Come previsto dalla Convenzione, le associazioni accreditate – a livello mondiale soltanto 216 – possono essere invitate dalla Commissione a fornire, tra l’altro, indicazioni e valutazioni all’Unesco come riferimento per selezionare le candidature nella lista del patrimonio culturale immateriale che ha bisogno di urgente tutela. “Un grande riconoscimento – ha dichiarato il presidente Unpli, Claudio Nardocci – alla ultra secolare attività delle oltre 6.000 Pro Loco italiane in questo settore”. A margine della riunione svoltasi a Parigi, si è svolto un forum delle Ong accreditate in cui si è discusso della possibilità di creare una rete internazionale di associazioni che operano in questo campo, per scambiarsi impressioni sulle loro attività e magari anche realizzare iniziative in collaborazione. (Roc)
