“Siamo tutti emiliani”. E’ l’installazione concettuale, con un forte contenuto di solidarietà ma anche di invito alla rinascita, che arriva da Modica, città simbolo della possibile resurrezione post-terremoto, rinata barocca dopo il terribile sisma che nel 1693 distrusse tutta la Sicilia Orientale. E rinata talmente bella, grazie al contributo di architetti e maestranze del tempo pieni di creatività, talento e voglia di riprendersi la vita in tutte le sue forme, anche quelle dell’arte, che i suoi monumenti sono da dieci anni nella World Heritage List dell’Unesco. Il messaggio di solidarietà, ma anche di sostegno, incoraggiamento e fiducia nell’enorme potenziale creativo che è proprio degli italiani – e dei suoi ingegneri, architetti, designer e artisti –è una delle attrazioni di Welcome to Paradise, l’art-show in notturna organizzato nell’ambito del cartellone Modica Miete Culture da Rionarte con la direzione artistica di Marcel Cordeiro. Fra i temi di Welcome to Paradise – oggetto di installazioni, sculture e performance di danza e video – figurano numerosi argomenti di cronaca che, insieme al terremoto in Emilia, occupano le prime pagine dei giornali e dei telegiornali di queste settimane. Fra questi i suicidi legati alla crisi – con un’installazione arricchita da versi di Moni Ovadia – l’emergenza femminicidio in Italia (con 370 paia di scarpe, il numero delle donne assassinate negli ultimi cinque anni, e un’etichetta con nome e cognome della vittima), il ventennale della guerra nell’ex Yugoslavia e, in campo di salvaguardia ambientale, la tutela della mucca modicana, razza autoctona in via di estinzione: un modo per ricordare all’umanità intera, l’urgenza di non perdere le proprie radici – ma anche la storia, la cultura, le tradizioni, il linguaggio – in un mondo sempre più globalizzato e uniformato.
(Red – 24 giu)
