Bruxelles – Nel 2011 il settore delle crociere ha contribuito all’economia europea per l’importo record di 36,7 miliardi di euro (+6% rispetto al 2010) e ha garantito un significativo livello occupazionale, con circa 315.500 persone complessivamente impiegate. In cinque anni (2006-2011) il settore ha registrato una crescita del 54%. Circa 5,6 milioni di passeggeri si sono imbarcati da un porto europeo, a prescindere dal continente di provenienza, con un incremento del 7,1% rispetto al 2010; classifica capitanata dai porti di Barcellona, Venezia e Civitavecchia. Sono questi i principali dati emersi oggi a Bruxelles dalla presentazione del nuovo report di ECC – European Cruise Council, relativo all’impatto del settore crocieristico sull’economia europea. I risultati dello studio evidenziano, anche quest’anno, una rilevante crescita del comparto, proseguita nonostante la difficile e perdurante crisi economica globale. In questo quadro, l’Italia riveste un ruolo di primo piano: nel 2011 un passeggero su tre è partito con una nave crociera dai nostri porti (1,9 milioni di persone) e la principale destinazione crocieristica d’Europa si conferma il nostro paese con 6,5 milioni di visite. Un altro primato italiano riguarda il contributo diretto del settore; con circa 4,5 miliardi di euro, l’Italia si afferma quale primo paese europeo e il suo apporto incide per circa il 30% rispetto all’intera Europa. Tale contributo italiano sull’economia europea ha registrato nel 2011 una riduzione dell’1,9% rispetto all’anno precedente; l’andamento è prevalentemente da attribuirsi alla riduzione del comparto cantieristico (-24%), mentre continuano a crescere tutti gli altri indici (+10%). (9colonne)
