SOTTO LA LUNA DI CARACALLA IL SOGNO DI “GISELLE”
Nella prima notte di Caracalla i maestosi ruderi delle antiche terme romane sono stati illuminati dalla più grande stella della danza internazionale, Svetlana Zakharova protagonista del balletto romantico per eccellenza, Giselle. Nato dalla penna dello scrittore Théophile Gautier sulle note di Adolphe Adam con le coreografie di Jean Coralli e Jules Perrot, è stato proposto al pubblico di Caracalla nella versione di Patrice Bart. Il coreografo francese firma anche l’impianto scenico, impreziosito dal tocco magico dell’indimenticata regina dei costumi Anna Anni. La raffinata direzione è di David Garforth. “Giselle, balletto creato nel 1841, è giunto fino ai nostri giorni grazie all’equilibrio artistico esistente tra libretto, musica e coreografia”, spiegaBart. “È importante mostrare i sentimenti dei personaggi attraverso una coreografia e scene di pantomima liberandole dalle cattive abitudini sopraggiunte nel corso dei decenni, per giungere all’essenza più giusta del desiderio dei creatori”. “Ma – conclude il coreografo – il balletto romantico e classico deve sopravvivere e per fare ciò è importante apportare al balletto tutta l’energia e la forza d’espressione del XXI secolo”. Nelle vesti della giovane e incantevole contadina, condannata per amore del principe Albrecht a danzare in eterno, Svetlana Zakharova (domenica 1 luglio) che si alternerà nelle prossime serate con due ballerine di prima grandezza: Maria Yakovleva (3 luglio) e Olesya Novikova (8, 10 luglio). Nel ruolo di Albrecht, Friedemann Vogel (1 e 3 luglio) e Leonid Sarafanov (8 e 10 luglio). Il guardiacaccia Hilarion, sarà interpretato da Riccardo Di Cosmo (1 luglio), Manuel Paruccini (3 luglio), Alessandro Tiburzi (8 e 10 luglio). Nel ruolo della regina delle Villi Myrtha, danzerà invece Alessandra Amato. Giselle, dopo la prima del 30 giugno, va in scena a Caracalla domenica 1 luglio, martedì 3, domenica 8, martedì 10 luglio, alle 21. (red)
A BRESCIA RIVIVE D’ANNUNZIO: AL VIA IL FESTIVAL DEL VITTORIALE
Torna per il secondo anno consecutivo il “Festival del Vittoriale tener – a- mente” e lo fa con lo stile che gli è consono, puntando sull’eleganza e la raffinatezza per un’apertura che, come da tradizione, omaggerà Gabriele d’Annunzio e si terrà al Vittoriale degli Italiani, con una serata di gala che avrà inizio a partire dalle 20. Non uno spettacolo su palco per dare il via a questa edizione, ma un “viaggio” notturno all’interno del Parco del Vittoriale, anche quest’anno per il terzo consecutivo votato tra i 10 Parchi più belli d’Italia dalla giuria dell’omonimo concorso, per incontrare un Vate che parla al pubblico attraverso le proprie passioni più intime e meno note: il volo, il cinema, il paesaggio lacustre e l’intimità. Il “Gran Gala tener-a-mente” vuole infatti portare gli spettatori dentro la vita più privata del Vate, dentro gli spazi della sua quotidianità, dentro le parole, spesso inedite, delle interviste, delle lettere, dei tanti appunti sconosciuti ai più, oggi conservati presso gli Archivi della Fondazione. A dare voce al poeta per questo evento tre grandi attori che interpreteranno altrettanti momenti diversi della vita di d’Annunzio: Luca Marinelli, 27 anni e una solida formazione culturale e teatrale, attore arrivato al cuore del grande pubblico interpretando al cinema il giovane protagonista de “La solitudine dei numeri primi”; Filippo Timi, premio Ubu nel 2004 e interprete di intensi film come “Vincere”, “Vallanzasca” e “Quando la notte” e, infine, Ugo Pagliai, uno degli attori italiani di teatro e di televisione più amati, ultimamente voce narrante dell’ultimo libro di Benedetto XVI “Gesù di Nazaret”. Sarà prima di tutto un d’Annunzio privato, dunque, un d’Annunzio inedito eppure pieno di vita, quello a cui presteranno voce gli attori che hanno accettato l’ardua sfida di confrontarsi oggi con la ruvida e lirica prosa del poeta abruzzese. Dopo un preludio musicale affidato all’abilità e all’intensità espressiva del violoncello solo di Sandro Laffranchini, Luca Marinelli, nelle Limonaie dei Giardini Privati, sarà il primo a rendere omaggio all’estetica dannunziana, così aulica eppure così futurista, riletta attraverso il suo rapporto col neonato mondo del cinema. Subito dopo, Filippo Timi, in piazzetta Dalmata, davanti alla Prioria, la casa di d’Annunzio, a pochi metri dall’Auditorium sotto la cui cupola campeggia sospeso il biplano SVA del volo su Vienna, racconterà la passione di d’Annunzio per il volo e la velocità, dando voce all’entusiasmo ma anche al lirismo di certi paesaggi visti dall’alto e descritti dal Vate con la tessitura onirica dei paesaggi dell’anima. Infine Ugo Pagliai, sulla Nave Puglia, tra le note del quartetto d’archi del Vittoriale che rivivrà, insieme alla voce di d’Annunzio, attraverso un filmato dell’epoca, sarà un Vate maturo, ricurvo su di sé, intimo nei toni, nelle riflessioni e nei paesaggi lacustri, che osserva e descrive come scorci di vastità. (red)
AL VIA A VERONA LA RASSEGNA MULTIDISCIPLINARE “JULIET”
Si tiene a Verona fino al 26 agosto, presso la Chiesa di Santa Maria in Chiavica, la rassegna multidisciplinare “Juliet. Teatro, opera, danza, cinema e letteratura a Verona”, promossa dall’associazione culturale “Soledarte”. Dallo Shakespeare dell’amore e dei due amanti “nati sotto cattiva stella”, alle lettere a Giulietta, dai monologhi scritti per lei e attorno a lei, all’opera lirica, per finire alla letteratura contemporanea: sono in tutto nove gli appuntamenti in cartellone interamente dedicati all’opera di Shakespeare. Protagonisti saranno gli spettacoli sull’amore di Giulietta e Romeo, i monologhi scritti per la protagonista femminile, l’opera lirica «in love» e la letteratura contemporanea (che sarà ospitata alla Libreria Feltrinelli di Verona). In programma anche la sezione speciale “Letteratura” e un’esclusiva rassegna cinematografica. Ma c’è anche spazio per il palato con l’aperitivo offerto dalla Casa del Vino (Consorzio Vino Soave), il menù speciale dopo Teatro (a pochi passi dalla Chiesa) e le visite guidate a tema. (red)
A ROMA “PASSAGGI SEGRETI”: MICHELE LA GINESTRA IN “NERONE”
Con la collaudata formula di ben sedici edizioni (compresa la presente) tornano gli spettacoli teatrali itineranti nei luoghi storici di Roma della manifestazione della Bilancia Produzioni “Passaggi Segreti”. Dal 4 luglio al 5 agosto un nuovo allestimento si impossessa dell’area del Foro di Cesare, il Nerone di Ettore Petrolini, adattato e diretto da Roberto Marafante con Michele La Ginestra nel ruolo del protagonista. Con il Nerone di Ettore Petrolini si conclude una ideale trilogia di Passaggi Segreti dedicata all’Impero Romano iniziata con il Giulio Cesare di Shakespeare e proseguita con l’Eneide di Virgilio. Cesare fu il capostipite che traghettò la repubblica romana verso l’impero; Ottaviano Augusto, suo erede, fu il primo imperatore; Nerone, discendente diretto di Cesare, fu l’ultimo imperatore della dinastia Giulia. In questo senso il Foro di Cesare torna ad essere il luogo ideale per narrare la fine di un’epoca. Il Nerone, presentato nell’edizione integrale del 1917, è una trasgressiva rappresentazione dell’arroganza del potere in tutte le sue manifestazioni, sia politiche che artistiche, fino a far sembrare la corte dell’ultimo imperatore una compagnia di Varietà nella quale “Nerone” è il capocomico. (red)
A CREMA “MY TRUE SELF” IN SCENA AL SAN DOMENICO
My True Self, in programma al teatro San Domenico di Crema, in provincia di Cremona, è una coreografia scritta per gli undici danzatori della giovane compagnia italiana Fattoria Vittadini. L’opera mostra le dinamiche del desiderio di essere qualcun altro come mezzo per liberare il proprio vero “io” e realizzarsi a livello personale, esplorando l’evoluzione di tale desiderio nella creazione di una nuova idea concreta di se stessi. Attraverso l’utilizzo di immagini create a partire dal proprio mondo interiore, i danzatori segnano i confini del loro territorio sul palcoscenico e si preparano ad affrontare le sfide personali con la sensazione di sicurezza che un gruppo offre. Aggrappandosi ossessivamente alla loro nuova fisicità, essi aspirano a scolpire nel proprio corpo alcune caratteristiche necessarie per costruire una realtà alternativa e fare un’esperienza differente del proprio corpo. Tuttavia non sempre riescono nel loro intento. Vuoto e senso di perdita popolano la scena, dando vita, tuttavia, a piccoli momenti magici, rituali privati e intimi. Per disperazione o semplice coincidenza, ogni artista si unisce agli altri formando un duo o un trio, e lo spazio acquista una nuova densità. (red)
