“ASSASSNI”, IL NOIR ESISTENZIALISTA DI PHILIPPE DJIAN
Patrick Sheahan lavora, come gran parte dei suoi amici, per l’unica fabbrica della città, che rischia di chiudere accusata di produrre rifiuti tossici. Fuori piove ininterrottamente da giorni. Il fiume Sainte-Bob continua a salire, il tempo stringe e un ispettore ambientale li vuole denunciare. Patrick e i suoi amici tentano una soluzione, ma forse è troppo tardi, il Sainte-Bob è sul punto di inondare la città e le vite di tutti. Questa la trama di “Assassini” (Voland; euro 14; pp. 208), un noir esistenzialista uscito in Francia nel 1994 e per la prima volta pubblicato in Italia. Primo volume di una trilogia di cui fanno parte “Criminels” e “Sainte-Bob”, di prossima pubblicazione sempre presso Voland. Nato a Parigi nel 1949, l’autore Philippe Djian si impone negli anni ’80 come scrittore non conformista, considerato l’erede francese della beat generation. Molto apprezzato dalla critica, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui il premio Jean Freustié 2009. (Naf)
“PIGS”, LA CRISI SECONDO PAOLO FERRERO
Ci dipingono la crisi come un fenomeno naturale. E, come cura, ci propongono le ricette che sono all’origine della crisi: il neoliberismo. Tutto questo produce sofferenze tanto drammatiche quanto inutili, perché la loro ricetta non funziona e aggrava la crisi. Tutto questo possono farlo perché le persone, anche quelle informate, non capiscono nulla di economia e finanza. Così la nostra vita, il nostro futuro e quello dei nostri figli vengono lasciati nelle mani di “tecnici” e “apprendisti stregoni” che si comportano come i medici medioevali: dicendo di curare la malattia, uccidono il paziente. Questo il punto di partenza di “Pigs!” (Deriveapprodi; euro 12; pp. 216), il libro scritto dal segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero che, con un linguaggio elementare, senza usare termini incomprensibili, prova a spiegare cosa a suo avviso stia succedendo: le origini della crisi e come fare a uscirne. (Naf)
EINZLKIND E LA STORIA DI “HAROLD”
Harold ha 49 anni ed è stato appena licenziato dal supermercato dove lavorava. È un tipo silenzioso e odia gli altri, inscena almeno una volta al mese un suicidio per arrivare a rappresentarlo alla perfezione. Melvin di anni ne ha 11 ed è convinto di essere un genio, parla un’infinità di lingue padroneggiandole al 98%, non è solo vegetariano, non è vegano, ma fruttiano, e dall’alto della sua intelligenza tratta gli esseri umani come malattie per cui ci sia bisogno di un vaccino. Costretta a una trasferta di lavoro, la mamma di Melvin – che vive sola con il figlio – affida il bambino ad Harold per una settimana. Dopo un paio di giorni d’inferno Melvin rivela il suo piano: ha scoperto il nome di suo padre in una vecchia lettera indirizzata alla madre e vuole che Harold lo accompagni a verificare chi delle 4 persone in Inghilterra – più un quinto in Irlanda – che portano il nome di Jeremiah Newsom sia suo padre. Hanno 5 giorni di tempo per raggiungere e scartare gli ipotetici padri e trovare quello vero. L’autore di “Harold” (Nottetempo; euro 16; pp. 348), Einzlkind, è lo pseudonimo dietro cui si cela uno scrittore di cui nessuno conosce la vera identità. (Naf)
BENNY LAI RACCONTA LE “FINANZE VATICANE”
Quella del rapporto tra la gestione del danaro e la Chiesa è una storia di antica data, vecchia tanto quanto lo stesso cristianesimo. Se è vero che proprio Gesù aveva avvertito i discepoli dal guardarsi bene dall’avere due padroni e che si doveva scegliere se servire Dio o Mammona (termine di origine aramaica che indica probabilmente “il tesoro sotterrato”) è pur vero che sin da subito si dovette comunque affrontare il problema della gestione del denaro, non fosse altro che per le elemosine. Ed è proprio questa ambivalenza che ha caratterizzato da sempre la storia della Chiesa fatta di mendicanti come il Poverello d’Assisi e di Papi Re. Degli anni più recenti di questa storia, dal papato di Pio XI – durante il quale si arrivò al Concordato con lo Stato italiano e il conseguente risarcimento versato alle casse vaticane di un miliardo e 750 milioni di lire – a quello di Benedetto XVI e del bailamme che ha travolto la curia romana negli ultimi tempi: con il solito acume il decano dei vaticanisti italiani, Benny Lai, racconta tutto questo in “Finanze Vaticane” (Rubbettino; euro 12; pp. 158). (Naf)
L’ESTATE STRAORDINARIA DI TOM DARLING
Grace e Billy Hopper sono appena arrivati. L’auto che li ha condotti alla casa colonica si è fermata giusto il tempo per scaricare i bagagli e ripartire nell’afa di mezzogiorno. Il campo di grano che si distende davanti ai loro occhi ha una luce che acceca, e la fattoria, un po’ in lontananza, possiede il fascino misterioso di un vecchio fortino che schiude, all’interno, indicibili segreti. La tenuta è di proprietà del nonno, un uomo schivo che nessuno dei due ragazzi ha mai visto prima. Lynn, la mamma, doveva aver deciso, un giorno, che non avrebbe rimesso più piede nella casa del padre, e così era stato, almeno fino a quel momento. L’incidente, avvenuto all’inizio di quel mese caldissimo, ha scombinato i suoi piani, e ora i due figli, rimasti orfani, non hanno altro posto in cui stare che quello, tra i chicchi d’orzo scoppiettanti e il crescione d’acqua che fiorisce al limitare del fiume. Nell’aria immota dell’assolata campagna inglese, i legami di sangue riprenderanno colore, e la sofferenza cederà il posto alla scoperta. Poi quel fortino si aprirà, e i fantasmi del passato torneranno. Questa la trama di “D’estate” (Fandango; euro 16; pp. 256), opera prima dello scrittore inglese Tom Darling. (Naf)
“FESTA D’ESTATE”, PICCOLO CLASSICO DELLA LETTERATURA OLANDESE
In una giornata d’estate due amici, Mees e Boelie, con la sedicenne Panda, sono tutti impegnati nell’inseguire l’amore e godersi la vita, cosa comune del resto nel loro mondo di aspiranti artisti. Tra corteggiamenti andati a vuoto, feste, passeggiate senza scopo e un crescendo di situazioni bizzarre, c’è tempo anche per una rapina ai danni di un povero vecchio messa a segno nel parco dalla più giovane e “innocente” del trio, che però condurrà a un doppio lieto fine: il vecchio ritroverà un’antica amicizia che interrompe la sua solitudine, mentre gli altri con il bottino organizzeranno una grande festa all’insegna di un assoluto carpe diem. Pubblicato per la prima volta in Olanda nel 1961 e ora nuovamente ristampato, questo piccolo classico conserva ancora intatta la sua freschezza, tratteggiando con umorismo, invenzioni linguistiche e acume psicologico un quadro sociale articolato, in cui si colgono le prime avvisaglie di una ancora latente contestazione giovanile alla famiglia e al modo di vivere borghese e la critica alla vacuità di un ambiente fatto di artisti o presunti tali che passano da una festa all’altra e da una moda all’altra. L’autore Remco Campert, nato nel 1929 a L’Aia, è uno dei più popolari scrittori nederlandesi. Ha iniziato negli anni Cinquanta la sua carriera come poeta ma, a partire dagli anni Sessanta, si è dedicato anche alla narrativa ottenendo un grande successo nel 1961 proprio con questo romanzo. (Naf)
