“Ho preso questa decisione da solo e ho deciso di non dirlo a nessuno. Né alla famiglia, né alla mia fidanzata né agli altri. Era una cosa mia e non volevo mettere nei guai nessuno. Mi sono informato con internet. Poi sono andato in Turchia. Ho preso l’Epo e sono rientrato in Italia”. Inizia da qui lo sfogo di Alex Schwazer nel corso della conferenza stampa convocata a Bolzano per raccontare la sua verità sul caso che ha scosso il mondo sportivo italiano e non solo. Schwazer è stato trovato positivo all’Epo in seguito a un controllo antidoping della Wada del 30 luglio scorso ed è stato sospeso dal Tribunale nazionale antidoping del Coni. “Quando si sono presentati a casa mia per i controlli avrei potuto chiedere a mia madre di non aprire, o di dire che non c’ero. Ma non ne ho avuto la forza”, racconta Schwazer in lacrime. “Perché non vedevo l’ora che tutto finisse”, ha detto l’atleta, oro nella 50km di marcia a Pechino. Quel trionfo che l’altoatesino difende in ogni modo: “A Pechino ho vinto con una emoglobina di 12,9. E i controlli dicono che non ho fatto doping – sottolinea – perché non è possibile avere questi valori con il doping. Gli esperti sanno che è così”. (Ram – 8 ago)
