(21 ago) Nel 2011, dopo tre anni di flessioni, c’è stato un aumento dei reati del 5,4% rispetto al 2010. Un “ritorno” spiegabile in parte con la crisi economica, tant’è vero che sono proprio i reati di tipo predatorio (furti e microcriminalità) a manifestare gli incrementi maggiori, anche a due cifre. Per esempio, i furti nelle abitazioni sono aumentati del 21%, arrivando a quota 205mila; crescita analoga per le rapine (oltre 40mila), con i negozi che hanno sostituito le banche come bersaglio. Borseggi (134mila) e scippi (quasi 17.700) sono saliti rispettivamente del 16 e del 24 per cento. Milano ha la più alta incidenza di reati in rapporto alla popolazione (7.360 ogni 100mila abitanti) ed è prima anche per volumi (seguita da Roma). È, in sintesi, quanto emerge dall’elaborazione fatta dal Sole 24 Ore in base agli ultimi dati del ministero dell’Interno sui delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria.
