“Qualcuno ha parlato di una distanza tra gli italiani e la politica, ma le cose non stanno esattamente così, non è vero che gli italiani non amano la politica o non vogliono avere niente a che fare con la politica. Negli ultimi anni rifiutano un certo tipo di politica e sperano in una buona politica”. Così Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, commentando il rapporto sempre più conflittuale tra i cittadini e la classe politica. Un rapporto, tra l’altro, fotografato dall’indagine annuale sull’Italia curata dall’istituto. Secondo Fara per affrontare questa situazione “i politici avrebbero moltissimi strumenti, uno dei più importanti è sicuramente la riforma della legge elettorale. L’attuale legge, che avrebbe dovuto contrassegnare una nuova fase nella vita della Repubblica, ha prodotto più danni che benefici. La politica e le istituzioni non sono migliorate. In compenso – aggiunge – siamo stati obbligati tutti a confrontarci con un bipolarismo becero e direi anche coatto che non ha prodotto niente di buono in questi ultimi anni. Io credo, conoscendo la cultura di questo paese, o meglio le culture che lo attraversano – sottolinea il presidente dell’Eurispes – che sarebbe più utile tornare al vecchio proporzionale, naturalmente con dei correttivi. Penso al modello tedesco: sbarramento al 5%, indicazione del possibile premier, sfiducia costruttiva. Tutti strumenti e modi per restituire al cittadino la possibilità di contare nelle scelte che riguardano il Paese”. Fara riflette inoltre sui recenti fattori che hanno cambiato il modo di vivere e di sentire degli italiani: “La crisi economica, le difficoltà di bilancio delle famiglie e delle imprese ci hanno forse aiutato ad essere più attenti, più cauti, più parchi, meno spreconi, sicuramente abbiamo riscoperto la virtù della sobrietà: questo è un dato assolutamente positivo, ma nello stesso tempo è aumentata anche la nostra arrabbiatura”. Di fronte alle difficoltà presentate dalla crisi, sottolinea Fara, “gli italiani si organizzano, cercano di gestire la crisi economica che comunque tocca tutti, sperano naturalmente in un futuro migliore, hanno forti aspettative e sperano che una classe politica degna di questo nome riesca a dare un progetto, una prospettiva al paese. Se dovessi dire cosa manca agli italiani adesso, direi che manca un progetto, un progetto per il quale valga la pena spendersi, valga la pena di impegnarsi, valga la pena anche fare sacrifici, se necessario. Il problema – spiega il presidente dell’Eurispes – è che la classe politica e a maggior ragione il governo tecnico non riescono a proporre un progetto, a indicare una prospettiva per la quale valga la pena spendersi”. È come se – spiega Fara condensando in una metafora la situazione del Paese nel 2012 – gli italiani fossero “in attesa in una sala d’aspetto con il numeretto e con un numero progressivo abbastanza alto”. (Sab – 6 set)
