(20 set) – I test per l’ingresso nei corsi di laurea di medicina, biotecnologia, veterinaria, professioni sanitarie, architettura e scienze della formazione primaria si svolgono tutti lo stesso giorno, ma anziché avere un’unica graduatoria nazionale, la selezione viene fatta sede per sede. Se un candidato non riesce a entrare nell’ateneo in cui ha sostenuto l’esame di ammissione, perde così il diritto a iscriversi in un altro, anche se magari il suo punteggio è tra i migliori e, in una ipotetica graduatoria nazionale, figurerebbe ben prima del limite fissato dal numero di posti disponibili. Le graduatorie nei test per le facoltà di medicina e chirurgia vengono stilate a livello di 12 grandi macroaree nelle quali sono raggruppate le principali università della zona, anziché a livello di ateneo. Ma il risultato non cambia: anche quest’anno 1267 aspiranti medici (circa il 14% del totale) sono stati esclusi pur avendo punteggi superiori a chi è stato ammesso altrove ingiustamente. L’anno scorso erano 1320 (il 16% del totale).