La crisi ha toccato anche i consumi nella sanità: il 27% degli italiani afferma di aver rimandato o cancellato le cure mediche a causa di difficoltà economiche. Gli italiani, così come gli europei e gli americani, sono favorevoli all’assistenza domiciliare e all’uso di nuove tecnologie per migliorare le cure delle persone non autosufficienti. Il 24% degli italiani si dichiara favorevole a stipulare assicurazioni private per coprire la crescita delle spese sanitarie. Sono alcuni dei dati che emergono dal “Barometro Cercle Santé – Europ Assistance”, rapporto sulla percezione che europei e americani hanno del proprio sistema sanitario, giunto alla sesta edizione e presentato oggi. Il rapporto, condotto da CSA Institute su richiesta del Gruppo Europ Assistance, in associazione con Cercle Santé Société, mette a confronto e misura le opinioni dei cittadini di nove Paesi europei (Germania, Francia, Italia, UK, Svezia, Polonia e Austria, Spagna e la Repubblica Ceca) e degli Stati Uniti sui grandi temi di salute e sanità e ne verifica negli anni l’evoluzione. L’indagine è stata realizzata su un campione di 5.500 persone maggiorenni e provenienti dalle dieci nazioni coinvolte, intervistate tra maggio e giugno. Emerge che le persone rinunciano alle cure sanitarie a causa delle difficoltà economiche sia in Europa (22%) sia negli Stati Uniti (21%), con picchi in Polonia (41%) e Germania (30%). In Italia, il 27% degli intervistati afferma di aver posticipato o cancellato le cure mediche negli ultimi anni, con un incremento di 8 punti percentuali rispetto ai risultati del 2011; le cure mediche rimandate o cancellate includono, tra le altre, le cure mediche in corso (12%), i trattamenti sanitari più “pesanti” (9%), le cure dentistiche (8%) e l’acquisto di medicinali prescritti (4%). Solo il 44% degli italiani, inoltre, pensa che il sistema sanitario garantisca accesso alle cure mediche a tutti i cittadini. Un dato comunque in aumento rispetto al 33% del 2011. Quando interrogati a proposito di finanziamenti, la maggioranza ha risposto di non voler optare per aumenti obbligatori di contribuzione al fine di assicurare un equo accesso alle cure mediche, con il 25% degli italiani che invece è a favore di tale aumento, registrando un incremento positivo rispetto al 2011 quando era solo il 12% ad essere favorevole. (red – 1 ott)
