(17 ott) – Tra il 2008 e il 2010 la quota di famiglie con un prestito per l’acquisto di un immobile si è ridotta dal 12,6 all’11%; è la percentuale più bassa tra quelle dei principali paesi dell’area dell’euro e di quelli anglosassoni. Il calo del ricorso ai mutui si è concentrato tra i nuclei con un modesto livello di reddito (in particolare contratti di lavori precari). Tra il 2008 e il 2010 la percentuale di famiglie mutuatarie con un reddito molto basso si è ridotta di oltre 5 punti percentuali L’ampliamento del mercato dei prestiti immobiliari a queste famiglie, osservato in particolare tra la rilevazione della Banca d’Italia del 2006 e quella del 2008, si è quindi bruscamente interrotto sia per ragioni legate a un calo della domanda, sia per l’adozione di politiche di valutazione più selettive da parte delle banche.
Fonte:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef134/QEF_134.pdf
