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Mariano Sabatini: “È la tv, bellezza! Se la conosci, puoi difenderti”

it@withub.it by it@withub.it
19 Ottobre 2012
in Archivio speciali - Libri
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MARIANO SABATINI: “E’ LA TV, BELLEZZA! SE LA CONOSCI, PUOI DIFENDERTI”
“È la stampa, bellezza! La stampa! E tu non ci puoi far niente!”. Il critico televisivo Mariano Sabatini gioca con la famosa battuta di Humphrey Bogart – nel film del 1952 “L’ultima minaccia”- per dare il titolo al suo ultimo libro. Si chiama, infatti, “È la tv, bellezza! Se la conosci, puoi difenderti” (Ed. Lupetti) l’ultimo lavoro del giornalista e scrittore, in libreria dal 18 ottobre. E’, quella di Sabatini, romano classe ’71, una raccolta di critiche televisive, quelle che ogni giorno gli appassionati di tv leggono sul portale Tiscali Notizie dove da tempo scrive: pezzi che punzecchiano e provocano, invitano alla riflessione e alla critica. A volte elogiano. “Il ruolo del critico – racconta – deve essere obiettivo: distruttivo o elogiativo a seconda dei casi. Deve saper riconoscere il buono dal non buono. La tv – ricordiamo – ha delle potenzialità straordinarie e a volte inesplorate e oggi come oggi offre un’ampia offerta”. Secondo Sabatini, che è stato autore di programmi di grande successo per la Rai, Tmc e altri network nazionali – Tappeto volante, Parola mia, Uno Mattina e molti altri – chi fa critica televisiva, “e che spesso viene guardato con un certo snobismo”, non ha il compito di indirizzare le scelte del pubblico: “Lavora sull’effimero – dice il giornalista – ha il compito semmai di affinare il gusto. Possiede, per farlo, i giusti strumenti”. E questi “strumenti”, come li chiama l’autore de “E’ la tv bellezza”, sono l’ironia, la sensibilità, e soprattutto una grande passione per quel mezzo tanto discusso quanto seguito: “La mia passione per la tv nasce per puro caso, quasi per gioco. Presto però ho capito che quella era la mia strada. ‘Parola mia’ è il primo programma a cui mi sono appassionato: una tv leggera ma di contenuto come solo un personaggio quale Luciano Rispoli sapeva fare”. Da spettatore ad autore il passo è breve: nel 1992 Sabatini viene chiamato da Rispoli a sostituire un autore del Tappeto Volante su Telemontecarlo. Dal 1996 ha inoltre condotto rubriche su Radio Rai, Play Radio, Radio Capital e altre emittenti. Da diversi anni dispensa ‘Consigli per le letture’ dalle frequenze di IdeaRadio. I suoi libri sono La sostenibile leggerezza del cinema (Esi, 2001), Trucchi d’autore (Nutrimenti, 2005), Altri trucchi d’autore (Nutrimenti, 2007), Ci metto la firma! (Aliberti, 2009), L’Italia s’è mesta (Perrone, 2010). Come sostiene Elda Lanza – prima presentatrice della tv italiana – nella prefazione al libro, “l’arma del critico televisivo è la sua competenza, la ragionevole distanza, l’ironia. Ed è con questi strumenti che Mariano Sabatini in ‘È la tv, bellezza!’ porta avanti un’analisi che approfondisce i recenti mutamenti della programmazione e conduzione televisiva (un esempio per tutti, il caso Santoro e la Rai), mettendo sotto torchio un aspetto rilevante della società odierna”. Nel libro “È la tv, bellezza” ritroviamo i protagonisti della televisione, quelli più amati e quelli più discussi, scopriamo aspetti sociologici e meccanismi da “dietro le quinte”, i nuovi format e le tendenze di quel mezzo che ci tiene compagnia e a volte ci turba: “Boccio – dice Sabatini, per 15 anni autore televisivo – i programmi che danno uno spazio morboso alla cronaca nera, dove troviamo un ‘opinionismo’ vuoto. Apprezzo, invece, quella buona tv fatta di inchieste e documentari. Leosini, Gabanelli, Iacona, la coppia Fazio-Saviano, su tutti”. (Gil)

LA “TV DA MANGIARE” NEL LIBRO DI ANTONELLA DILORENZO
Giovanni Minoli, Davide Mengacci, Paolo Limiti, Simone Rugiati, Tessa Gelisio, Wilma de Angelis, Andrea Pezzi, ci raccontano gli aneddoti, i dietro le quinte e i segreti del successo della “tv da mangiare”. La storia dei programmi di cucina che hanno fatto grande il piccolo schermo, raccontati dalla viva voce dei protagonisti attraverso un libro scritto da Antonella Dilorenzo e pubblicato da Editori Internazionali Riuniti. L’autrice ci porta alla scoperta del perché di tanta attenzione, di come è cambiato il pubblico di riferimento, dai tempi di Mario Soldati e i suoi “Viaggi nella Valle del Po” passando per le “ricette di Wilma” fino ad arrivare alle grida e al talento di Gordon Ramsay (giudice di MasterChef). Ci racconta di quando Vinicio Capossela si mise ai fornelli del programma “Kitchen” , senza proferire parola, dei dubbi e lo stupore di Corrado per il successo de “Il pranzo è servito”. Fino ad arrivare ai giorni nostri e al grande successo del programma televisivo Masterchef, che ha rivoluzionato il modo di intendere la cucina nella televisione moderna e si propone come uno spaccato che unisce talento e reality con l’intervista ad Alberico Nunziata (settimo classificato della prima edizione). Tra chiacchiere e pasticci prelibati sfornati nelle cucine dei più importanti protagonisti dei programmi “cooking time” Antonella Dilorenzo “ruba” ricette e preziosi trucchi dai protagonisti di tutti i più importanti programmi di cucina riportati poi nel libro. (Red)

“TRANS-IRAN”: CHE COSA SUCCEDE A CHI S’INNAMORA DELLA PERSIA?
Milioni di persone sono rimaste folgorate dalla bellezza sensuale dell’Iran, dai suoi posti, dalla sua gente. “Trans-Iran” (Infinito edizioni) è un viaggio oltre le barriere linguistiche, oltre i pregiudizi, oltre i luoghi comuni. Per imparare a conoscere e ad amare un paese, l’Iran, che non è come ci viene raccontato dai giornali e dalla politica, ma molto di più, molto meglio, decisamente molto altro… Dalla letteratura al cinema, dalla poesia alle donne, il libro di Antonello Sacchetti spiega che cosa è l’Iran e perché non se ne può fare a meno. “Un paese senza cultura è un paese senza identità – spiega il cineasta iraniano Babak Karimi che ha scritto la prefazione – E senza un’identità sociale non ci sarà mai un’identità politica. Consiglio vivamente la lettura di questo libro non solo agli amici italiani, ma soprattutto agli amici iraniani che da anni sono lontani da questo meraviglioso e sempre sorprendente Paese”. Antonello Sacchetti, giornalista pubblicista, ha pubblicato con Infinito edizioni “I ragazzi di Teheran” (2006), “Misteri persiani” (2008) e “Iran. La resa dei conti” (2009). Fondatore e direttore responsabile della rivista on line Il cassetto-L’informazione che rimane (www.ilcassetto.it), dal 2012 gestisce il blog Diruz (www.diruz.it), interamente dedicato all’Iran. Il libro verrà presentato nei prossimi giorni in varie città: martedì 23 ottobre a Roma, presso la biblioteca Rispoli, piazza Grazioli 4, alle 19.30; lunedì 29 ottobre a Firenze, presso la libreria Feltrinelli International, via Cavour 12, alle 18; martedì 30 ottobre a Genova presso l’Albero delle Lettere, via Canneto il Lungo 38, alle 18; mercoledì 31 ottobre a Torino, presso la libreria Feltrinelli, piazza CLN 251, alle 18. (Red)

“L’ULTIMO COMUNISTA”: L’UOMO CHE VOLEVA TORNARE A BERLINO EST
Estate 1980. Berlino Ovest. Il ventenne Ronald M. Schernikau, convinto comunista, omosessuale dichiarato, autore di un romanzo shock autobiografico, è la star del momento, di giorno letteratura e politica, di notte discoteche, cabaret e spettacoli en travesti. Figlio di una ragazza madre che mai si è adattata a quell’Ovest tanto agognato da tutti, ha un solo obiettivo: tornare a Berlino Est. Novembre 1989. Mentre migliaia di cittadini scavalcano il muro per emigrare a Ovest, solo una persona va nella direzione opposta: il nuovo passaporto dello scrittore Ronald M. Schernikau sarà l’ultimo emesso dalle autorità della Ddr, la Repubblica Democratica Tedesca. Storia di un uomo e di un artista che ha oltrepassato ogni limite, e a cui è impossibile non affezionarsi. È il romanzo di Frings Matthias edito da Voland nella traduzione di Chiara Marmugi. (Red)

“COME VI SPIEGO IL MONDO SENZA ANNOIARVI” DI BERGER
“Nel 2009 mi chiesero di tenere una conferenza a Budapest. Su quale argomento? A mia libera scelta. Una cosa che detesto. Una possibilità, dissero, era quella che chiamavano ‘ego-histoire’. Un’autobiografia? No, piuttosto il resoconto di una carriera intellettuale: i temi studiati, le persone incontrate, le vicende vissute. Pensai che sarebbe stato divertente. E così fu: non solo mi divertii a fare la conferenza, ma anche il pubblico sembrò apprezzare molto. Tornato a casa, mi misi a scrivere un libro: questo”. E il risultato è “Come vi spiego il mondo senza annoiarvi” in cui Peter L. Berger, professore emerito nella Boston University, racconta di un soldato riluttante, prima, e finto psicoterapeuta poi, che finisce casualmente per diventare sociologo, passando dal Greenwich Village al profondo Sud degli Stati Uniti, dalla Germania postbellica al Messico, dall’Estremo Oriente al Sudafrica, araldo di un’inedita «globe trekking sociology”. Per il Mulino ha pubblicato tra l’altro “Homo ridens” (1999), “Elogio del dubbio” (con A. Zijderveld, 2011), oltre al fondamentale “La realtà come costruzione sociale” (con T. Luckmann, 1969). (Red)

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